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Ice Memory, una biblioteca in Antartide per conservare informazioni climatiche VIDEO

"Carote di ghiaccio" estratte dai ghiacciai minacciati dal riscaldamento globale per salvarne storia e caratteristiche. Una sfida globale sotto l'egida Unesco a collaborazione Ca' Foscari

Ice Memory nasce da un’idea, tra gli altri, dell'Università di Ca’ Foscari di Venezia e coinvolge scienziati da Stati Uniti, Russia, Bolivia, Brasile, Svezia, Svizzera, Austria, Germania, Giappone e Cina. L'obiettivo è quello di creare la ‘biblioteca’ dei ghiacci da conservare in Antartide. L'aumento globale delle temperature attualmente mette in pericolo la sopravvivenza dei ghiacciai e con essi un patrimonio storico e ambientale fondamentale, che rischia l'estinzione.

Le ‘carote di ghiaccio’ estratte dagli studiosi, sui ghiacciai minacciati dai cambiamenti climatici vengono 'decifrate' dagli scienziati con tecniche di anno in anno sempre più avanzate. Tra loro i paleoclimatologi Carlo Barbante, direttore dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr) e professore all’Università Ca’ Foscari Venezia, e Jérôme Chappellaz del Cnrs.

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Oltre ai fondatori italiani e francesi, scendono in campo scienziati da tutto il mondo, sotto l’egida dell’Unesco, che nei giorni scorsi li ha accolti a Parigi per sancire il sodalizio e programmare le prossime, urgenti, missioni. Due gli obiettivi del 2017. A maggio la meta saranno i 6.300 metri di quota dell’Illimani (Bolivia). In autunno il team italiano coordinerà la missione sul Gand Combin (Svizzera, 4.300 metri). Scopo delle spedizioni è raccogliere campioni di ghiaccio da conservare nel gelo naturale dell’Antartide, alla base Concordia, terra di scienza e di pace, a beneficio delle prossime generazioni di scienziati.
 
 “Ice Memory rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione internazionale a livello mondiale che Ca' Foscari ha promosso e sostenuto sin dalle fasi iniziali del progetto – dichiara Michele Bugliesi, rettore dell’Università Ca’ Foscari Venezia -  L’implementazione di protocolli internazionali, sotto l’egida dell’Unesco potrà dare a Ice Memory la forza e la visibilità per proiettarlo verso il futuro”.
 
“L’Italia è stato il Paese che ha promosso questo progetto internazionale ed il Cnr, con la sua rete scientifica sul territorio italiano e nel mondo, tra cui le basi in Artide e Antartide, sta contribuendo in modo sostanziale all'implementazione di Ice Memory -, commenta Massimo Inguscio, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche - Le informazioni contenute nel ghiaccio sono un patrimonio mondiale di valore inestimabile per le generazioni future di scienziati, per la salvaguardia del pianeta e per il benessere dell’umanità”.

Carlo Barbante, professore all’Università Ca’ Foscari Venezia e direttore Idpa-Cnr, commenta: “Come scienziati abbiamo firmato oggi una dichiarazione congiunta che sottolinea in modo chiaro ed inequivocabile che i ghiacciai di tutto il mondo sono a rischio di scomparsa nei prossimi decenni e che quindi sia estremamente urgente salvare le informazioni in essi contenute”.

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