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“iForesti”, dodici foto per raccontare Venezia. Ecco il calendario Venis 2013

Immagini, rigorosamente in bianco e nero, che raffigurano fregi e statue incise su pietre diverse e applicate su facciate di palazzi, colonne, vere da pozzo sul tema degli stranieri

“iForesti”, ovverosia stranieri a Venezia, per testimoniare un passato in cui la presenza di culture diverse faceva di Venezia un centro di scambio economico e culturale unico al mondo. E' questo il fil-rouge del nuovo calendario Venis 2013, edito in collaborazione con l'Istituzione Centro previsioni e segnalazioni maree, presentato oggi a Ca' Farsetti in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il vicesindaco di Venezia, Sandro Simionato, il presidente di Venis, Sandro Codato, il presidente dell'Istituzione Centro previsioni e segnalazioni maree, Luigi Alberotanza, e gli autori del calendario Francesco Barasciutti (fotografo) e Carlo Montanaro (autore dei testi); assente per indisposizione il grafico Fabrizio Olivetti.

Dodici foto, rigorosamente in bianco e nero, che raffigurano fregi e statue incise su pietre diverse e applicate su facciate di palazzi, colonne, vere da pozzo sul tema appunto degli stranieri a Venezia, mirabilmente ripresi dalla maestria di Barasciutti che, come ogni anno, fa conoscere con i suoi scatti le parti più nascoste e, forse per questo, più affascinanti di Venezia.

Un calendario, hanno specificato Codato e Alberotanza, giunto alla decima edizione come tradizione ormai consolidata, con meno foto per i noti problemi di risparmio della spesa, ma con la stessa qualità di sempre, capace di dare una informazione immediata sulla marea astronomica, presentata di mese in mese assieme alle foto, e con l'aggiunta di alcune “pillole” informative sull'acqua alta, fenomeno esclusivamente veneziano, ma certamente molto conosciuto in tutto il mondo.

“Un prodotto di qualità realizzato aguzzando l'ingegno e risparmiando” ha evidenziato Simionato, che ha ringraziato gli autori del calendario, Venis e il Centro Maree per aver voluto anche quest'anno riproporre questa piccola strenna natalizia molto gradita ai veneziani e non solo. “Il tema dei foresti nella Serenissima - ha continuato il vicesindaco - ha molteplici implicazioni: culturali, legate alla libertà del pensiero, economiche. La Venezia antica conviveva con gli stranieri e da essi traeva grandi vantaggi: non ultimi di integrazione tra culture ma anche meramente economici. E' importante trarre spunto da questa caratteristica per capire che anche oggi per Venezia è importante lo straniero, perché la città ha la necessità, ora come allora, di coniugare gli interessi della collettività, il nostro 'essere veneziani', con la realtà del mondo moderno, che è fatta di lavoro, di capacità imprenditoriali, di proposte. Dobbiamo essere capaci - ha concluso - di guardare attraverso una prospettiva che tuteli Venezia, ma che la proietti verso un glorioso futuro”.

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