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Cucciolo requisito dalla Municipale (archivio)

Cucciolo requisito dalla Municipale (archivio)

Il cane confiscato stavolta viene restituito al clochard: "Che gioia"

Il cucciolo è stato restituito a un senzatetto romeno che chiedeva la carità vicino a campo Santa Maria Formosa: "Non lo stava maltrattando"

Continua a tenere banco la querelle riguardante i cuccioli confiscati a mendicanti perché ritenuti un "mezzo" per impietosire i passanti. C'è chi è convinto che queste azioni della polizia municipale siano giuste e meritevoli di un plauso. C'è chi invece ribalta completamente la prospettiva, mettendo l'accento sul presunto legame affettivo che in questo modo viene spezzato tra padrone e animale. Sempre che il cucciolo non sia stato rubato. Per questo motivo i gruppi Vegan Venezia e Animali in città, tramite una nota, hanno espresso tutta la propria gioia nell'apprendere che un cagnolino confiscato dalla polizia municipale a un senzatetto di nazionalità romena che chiedeva l'elemosina vicino a campo Santa Maria Formosa gli sarebbe stato restituito.

"Le volontarie che hanno accompagnato il clochard lunedì pomeriggio al canile di San Giuliano hanno raccontato di un incontro molto toccante e tenero - si scrive nella nota - Attorno a questa persona si è creata una rete ancora più forte di solidarietà e di sostegno. Come lo è stato, ad esempio, per un'altra  persona di nazionalità straniera venuto a Venezia senza abbandonare i suoi cani, che ora ha potuto trovare saltuari lavori e alloggio".

Dalle associazioni arriva la proposta di utilizzare delle linee guida per riuscire a discernere quando il cagnolino va sequestrato e quando invece no. "Per utilizzo (come scritto nell'ordinanza) si dovrebbe intendere lo sfruttamento, atto ad impietosire i passanti, di animali usati a tal scopo e che quindi si trovano ad essere spesso in cattive condizioni di salute e comportamentali e senza regolare documentazione - continua la nota - Serve salvaguardare quel forte particolare legame che unisce un animale a quanti si trovano a vivere in difficoltà senza un lavoro e senza fissa dimora. Chiediamo infine a quei benemeriti centri di accoglienza - quali ad esempio la Casa dell'Ospitalita' di Mestre - di fare in modo di accettare nella propria struttura (soprattutto in questi mesi invernali) anche quelle persone che non si vogliono separare dal proprio animale ma che, proprio per questo, non possono usufruire di questo essenziale servizio".

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