Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca Mestre Centro

Guardaroba pieno ma "tarocco": Mestre inondata di merce cinese

Due 52enni denunciate dopo una indagine dei carabinieri di Mirano. Sequestrati borsoni di prodotti di dubbia provenienza per la vendita

Sottotraccia la merce prodotta nei laboratori cinesi di Prato, tristemente famosi per la tragedia della fabbrica-lager, era forse destinata a raggiungere anche Mestre. La dimostrazione la si è avuta al termine di una veloce indagine condotta dai carabinieri di Mirano. Alla fine una 52enne di Martellago è stata denunciata per incauto acquisto e una sua coetanea mestrina per ricettazione e contraffazione. Tutto inizia la settimana scorsa quando la commessa di un negozio di Mestre di seconda fascia all'improvviso esce con una proposta alla titolare: "Ho diverse sciarpe e cappellini, ma la provenienza è dubbia. Interessa?". Sottolinea che forse era anche merce rubata.

La proprietaria subito allontana da sé la proposta. Anzi. Decide di segnalare tutto ai carabinieri. Perché avrebbe potuto esserci del marcio dietro. I militari di Mirano poi scoprono che quelle sciarpe e quei cappellini provenivano dalla titolare di un bar mestrino. Commessa e barista avevano stretto un patto: la merce era stata venduta con la promessa che dopo qualche giorno la acquirente avrebbe potuto riportare indietro quanto non le sarebbe servito. A quell'appuntamento nel locale pubblico venerdì scorso si sono presentati anche i carabinieri. In borghese. Si mettono vicino alla commessa proprio nel momento in cui lei spiega alla sua interlocutrice che riportava tutto indietro. "Non mi serve più".

A quel punto, durante il nuovo scambio della merce, i militari si sono palesati. Durante la perquisizione del bar gli agenti hanno sequestrato due giubbotti Moncler contraffatti, provenienti anch'essi dai laboratori tessili cinesi di Prato. Gli investigatori dell'Arma ora stanno concentrando la propria attenzione su due ditte cinesi con sede nella città toscana, la cui merce era stata introdotta anche nel mercato mestrino dei negozi di seconda fascia. Prodotti con marchi e rifiniture del tutto simili a quelle originali, ma a basso costo. I carabinieri, infatti, al termine delle indagini hanno recuperato diversi borsoni pieni di vestiti e accessori di provenienza dubbia. Si trovavano sia nell'abitazione della venditrice, sia dell'acquirente.

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