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Un cassone del Mose

Un cassone del Mose

Il Mose sommerso di tangenti: "Una 'stecca' per ogni cassone"

A raccontarlo un referente di uno dei gruppi soci del Cvn durante un interrogatorio. Per ottenere il subappalto le imprese dovevano pagare

Ora spuntano le "stecche" anche tra privato e privato nella costruzione del Mose. Come riporta il Gazzettino, emerge un particolare inedito tra gli interrogatori condotti dal pool di pubblici ministeri dello scandalo Mose. A raccontarlo è uno dei referenti principali a Venezia di un importante gruppo nel settore delle costruzioni entrato nella galassia del Consorzio Venezia Nuova.

L'imprenditore ha raccontato che per la costruzione dei cassoni che andranno a formare il sistema a dighe mobili (su di essi poi attraverso le cerniere si innesteranno le paratoie) sarebbero state intascati soldi in più rispetto a quanto necessario. Delle sorta di "tangenti" da pagare per garantirsi la commessa. Spesso infatti le aziende del Cvn appaltavano all'esterno i lavori, così è capitato, secondo l'ingegnere interrogato, che lui chiedesse una sorta di "tributo" di 150mila euro per ogni cassone da costruire. Se paghi, lavori. Altrimenti nisba.

Il verbale dell'interrogatorio è stato depositato in occasione dei 19 patteggiamenti dell'altro giorno (tra cui quello dell'ex presidente del Veneto Giancarlo Galan). Ma non si tratta di corruzione, essendo una condotta che si è sviluppata solo nell'ambito privato. Fatto sta che si tratta di un comportamento altamente scorretto nei confronti dei cittadini: in questo modo infatti l'opera è venuta a costare più di quanto avrebbe potuto.

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