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Il prefetto: altri 118 profughi da ospitare, Luigi Brugnaro: "Qui no"

Lettera del titolare di Ca' Corner giovedì per chiedere aiuto ai sindaci. Il primo cittadino veneziano: "Fermarli prima, Cuttaia si assumerà la responsabilità storica del suo operato"

Ce ne sono almeno altri 118 da ospitare, ma per ora non è chiaro dove. Ennesima lettera del prefetto Domenico Cuttaia ai sindaci, ed ennesimo invito a una riunione per la prossima settimana a Ca' Corner. Appena al di là della provincia lagunare, infatti, la gente è scesa in strada e ha iniziato a protestare in maniera vibrante per alcune soluzioni per usare un eufemismo "poco condivise". Lo spettro di Quinto di Treviso aleggia anche sul Veneziano: per questo il prefetto ha scritto ancora una volta ai primi cittadini: "Serve un'organizzazione condivisa dell'accoglienza dei migranti, essendo ormai la prefettura quasi del tutto impossibilitata a garantire l'accoglienza con lo strumento delle 'convenzioni', data la pressochè esaurita disponibilità alloggiativa offerta dagli organismi di solidarietà sociale, privati ed enti pubblici".

Tradotto: non c'è più spazio. E con le misure convenzionali non se ne esce. Per questo motivo ha annunciato al sindaco Giorgio Talon di Eraclea la possibile requisizione della caserma di Ca' Turcata. Allo stesso modo potrebbero esserci misure simili anche in altre zone. Sono i "freddi" numeri a preoccupare Cuttaia: "Si susseguono, ormai a cadenza quotidiana, i trasferimenti di migranti sul territorio veneto. La quota spettante alla provincia di Venezia è attualmente di 1.124 - spiega il prefetto - attualmente significa che, se continueranno gli sbarchi sulle coste italiane, la quota dovrà essere rivista in aumento. I migranti finora accolti presso le strutture temporanee sono 879 e pertanto occorre sistemare ancora 118 persone. Più volte è stata richiamata l'attenzione in sede di incontri sulla necessità di pervenire a una suddivisione omogenea dei migranti sul territorio provinciale basata sul criterio della popolazione". 

Parole che vengono rispedite al mittente dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: "Semplicemente - afferma - non è possibile ospitare altri profughi in città. Il popolo italiano dice che non c'è più posto, ma lo dicono anche la logica e la fisica. Sarà quindi il prefetto ad assumersi la responsabilità storica del suo operato. Anche perché l'imposizione non è integrazione. Anche al di là delle nefandezze delle persone che si vedono requisite le abitazioni - prosegue il sindaco - bisogna chiedersi qual è la prospettiva, in un momento in cui manca il lavoro e non solo quello, di ospitare i migranti nelle caserme, che non sono nemmeno dei ghetti, ma una specie di campo di concentramento. E' dunque un atteggiamento eticamente sbagliato: ripeto, bisogna fermarli prima che arrivino".
 

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