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Il referendum prende forma, arriva il sì dalla commissione regionale

Vota contro solo il Pd, nonostante i pareri contrari degli uffici legali. Sitran: "Entro dicembre seduta decisiva, giovedì vince la democrazia"

Referendum per la separazione di Mestre e Venezia, disco verde dalla prima commissione Affari Istituzionali. Nella seduta di giovedì a palazzo Ferro-Fini i consiglieri della commissione presieduta da Costantino Toniolo (Ncd) hanno votato la meritevolezza del progetto di legge di iniziativa popolare, che ora attende solo l’ultimo passaggio in Consiglio regionale, con ogni probabilità il prossimo 17 dicembre, così da poter andare eventualmente alle urne prima delle elezioni amministrative. Il progetto è passato con i voti della Lega Nord, Gruppo Misto, Futuro Popolare e Unione Nord Est, astenuto Ncd, contrario il Pd.

Giornata convulsa quella di giovedì, con la commissione che ha votato a favore della meritevolezza nonostante i pareri contrari degli uffici legislativi di Giunta e Consiglio (secondo quest'ultimi si scontrerebbe con la legge Delrio). Dopo aver posticipato la decisione sul referendum, prevista inizialmente per il 2 dicembre, la prima commissione aveva infatti richiesto di acquisire ulteriori pareri. Dunque ora l'attenzione si sposta tutta sul 17 dicembre, e già l'avvocato Marco Sitran, presidente del comitato Meste-Venezia Due Grandi Città, chiede di poter parlare all'inizio della seduta, in quanto primo firmatario della proposta di referendum.

«La prima commissione consiliare regionale ha inaspettatamente e insperatamente votato 'sì' alla meritevolezza del progetto di legge per il ripristino dei due Comuni di Mestre e di Venezia. E' prevalso il buon senso, la meritevolezza non può essere confusa con la compatibilità giuridica dell’iter referendario, previsto dalla Costituzione, con la legge Delrio – entra nel dettaglio tecnico Marco Sitran –. Questo è infatti un compito che semmai spetterà ai giudici. L'importante è che venga definitivamente riconosciuto dal Consiglio regionale il diritto dei cittadini a scegliere il nuovo assetto istituzionale del territorio prima delle elezioni di maggio. Evitando di subire decisioni calate dall’alto. Il che vuol dire votare la meritevolezza entro Natale. Una bella giornata di democrazia vissuta col fiato sospeso".

Diametralmente opposta, come detto, la chiave di lettura del Partito Democratico: "La Lega se ne infischia di ogni legge - dichiarano i consiglieri regionali Lucio Tiozzo e Bruno Pigozzo - l'unica regola è piegare l'istituzione ai propri interessi elettorali. E così, malgrado l'ufficio giuridico e legislativo del Consiglio abbia detto esplicitamente che il referendum verrà impugnato, manda avanti ugualmente l'iter. Tradendo così gli stessi promotori del referendum".

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