Ilnor, lavoratori a rischio: presidio a Venezia, trattativa rimandata

Martedì tavolo con la Regione, i vertici della ditta di Scorzè hanno comunicato che presenteranno un nuovo piano. In laguna anche Landini della Fiom

Fonderia Ilnor, trattativa rimandata al 27 ottobre. Un nuovo tavolo di discussione si è tenuto martedì, mentre i dipendenti della ditta con sede a Gardigiano di Scorzè manifestavano ancora una volta in difesa del posto di lavoro: l'azienda, controllata dalla Eredi Gnutti Metalli di Brescia, nei giorni scorsi ha comunicato al sindacato e alla Rsu un piano di esuberi che prevede il licenziamento di una cinquantina di lavoratori su 130, con il trasferimento degli impianti principali a Brescia.

Al tavolo istituzionale promosso dall'assessore regionale Elena Donazzan erano presenti, oltre a Fiom Cgil e Fim Cisl, anche il sindaco di Scorzè Giovanni Mestriner e i responsabili della società. Questi ultimi hanno chiesto un ulteriore passaggio con l'assessorato al Lavoro della Regione Veneto, fissato per il 27 ottobre: in quella sede dovrebbe essere presentato un nuovo piano industriale. I lavoratori martedì hanno fermato la fabbrica per 24 ore, mentre per mercoledì è prevista un'assemblea per fare il punto della situazione. Fino alla presentazione del nuovo piano industriale, Rsu e sindacati hanno deciso di sospendere le iniziative di sciopero, pur mantenendo lo stato di agitazione.

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Nel corso del presidio è arrivato il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini, a Venezia per un'assemblea sui temi dell’accoglienza e dei migranti al liceo artistico Guggenheim. Landini ha ascoltato i lavoratori sulle problematiche della fonderia: "È ora di aprire una mobilitazione a favore dei lavoratori - ha dichiarato poi - La prossima settimana ne parlerò con l'assemblea nazionale dei delegati Fiom, per trovare forme e modi". Landini ha poi aggiunto che "se si mette assieme ciò che è stato fatto con il Jobs act e la legge di Stabilità è evidente che si stanno usando i nostri soldi, quelli di chi paga le tasse, non per uscire da questa crisi, ma al limite per ridurre la tassazione a quelli che invece dovrebbero pagare di più".

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