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La pistola sequestrata

La pistola sequestrata

L'azienda è in crisi, imprenditore tenta di rubare in casa col figlio

I carabinieri di Chioggia hanno arrestato un 46enne titolare di un'azienda agricola che con due complici voleva razziare un'abitazione di Valgrande

Voleva regalarsi una Pasqua migliore. Per sé e per due dipendenti della sua azienda agricola, tra cui il figlio. La ditta, infatti, non naviga in acque floride. Peccato, però, che G.T., 46enne di Sant'Anna di Chioggia, abbia scelto la strada peggiore. Del resto criminali non si nasce, si diventa. Ed è necessaria anche un po' di esperienza, quella che al trio è mancata nella notte tra giovedì e venerdì, quando sono tutti finiti in manette per furto in abitazione in concorso e porto illegale d'arma.

G.T., il figlio 22enne e il dipendente, un cittadino romeno di 28 anni, avevano messo nel mirino l'abitazione dell'azienda agricola "Gallmann" di Valgrande, una località rurale della città clodiense. Verso mezzanotte, quindi, hanno raggiunto il luogo del colpo con la Fiat Punto con targa romena intestata alla moglie del dipendente-ladro e poi sono entrati in azione. Il più giovane del trio, il figlio dell'imprenditore, è rimasto al volante del veicolo. Era stato designato come "palo", mentre gli altri due sono entrati alla chetichella nell'abitazione.

Proprio in quel momento, però, una pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri di Chioggia, in servizio di perlustrazione, si è accorta della Fiat Punto. In sosta in un luogo molto isolato, "fuori contesto". Sono scattati quindi i controlli: il 22enne viene prima identificato e poi perquisito. Nel suo marsupio era nascosta una pistola calibro 7,65 perfettamente funzionante. Col colpo in canna e un altro nel caricatore. Vicino anche una scatola con 37 proiettili. Di sicuro, quindi, per quella notte criminale i tre si erano armati a puntino.

Gli altri due componenti della batteria, che nel frattempo avevano trafugato nella casa un veliero, un televisore Samsung a schermo piatto da 52 pollici e vari trofei di caccia, non trovando più l'auto del palo ad aspettarli, hanno deciso di nascondere momentaneamente la refurtiva in un casolare abbandonato poco distante. Per poi darsi alla fuga attraverso i campi. Tempo mezz'ora, però, e anche loro sono stati catturati dai militari dell'Arma, che poi hanno portato in caserma tutti e tre i "novelli banditi". Di fronte alle domande degli agenti, i tre hanno rivelato anche dove avevano nascosto il bottino, poi restituito al legittimo proprietario.

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