Impresa veneziana, figlia di un dio minore?

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Riceviamo e pubblichiamo:

"Si è svolto lunedì 15 Dicembre "l'incontro con i cittadini" presso la sala S.Leonardo a Venezia indetto dal gruppo di Coesione Popolare con la collaborazione di Impegno per Venezia Mestre e Isole di Renato Boraso e Venezia Insieme di Nicola Funari.
Circa un centinaio di cittadini a raccogliere l'invito di questa iniziativa tra cui anche l' Ing. Pavan (ex Dirigente ENI), Roberto D'Agostino (Ex assessore all'Urbanistica di Venezia) ed Ernesto Pancin (Segretario di Ass. Esercenti Pubblici Esercizi).
Durante l'apertura del dibattito il gruppo di lavoro ha illustrato, in particolare, una proposta concreta, che prevede la presentazione al Commissario Straordinario Zappalorto di un provvedimento atto all'accorpamento di alcune Società Partecipate verso due gruppi principali meglio identificati in quello del GRUPPO VERITAS di proprietà del Comune di Venezia al 50,316% e la MOBILITA' GRUPPO AVM rispettivamente al 100% di proprietà; queste - ha spiegato il Presidente di Coesione Popolare Giorgio D'Este - sono indiscutibilmente un fondo mal gestito e mal organizzato e ad oggi uno spreco ed uno sperpero di denaro che non può continuare ad essere alimentato a discapito delle oramai tasche vuote dei veneziani.
Il nostro progetto si sviluppa con il passaggio di beni e persone delle Partecipate a questi due gruppi principali, consentendo così delle forti riduzioni dei costi, un migliore utilizzo del personale, l'eliminazione di circa sette Consigli di Amministrazione, di due Amministratori Unici, all'unificazione dei servizi generali, amministrativi e di acquisto dei beni.
Il problema delle società partecipate - prosegue Giorgio D'Este - sta anche nel come gli eventuali utili vengono ripartiti cioè, gli utili di queste realtà non devono essere distribuiti fra i proprietari delle azioni/quote ma devono essere utilizzati in investimenti per migliorare i servizi ai cittadini o secondo la nostra proposta, abbattere i costi delle tariffe ed utilizzarli per finanziare la ripresa economica della nostra città.
In definitiva il Commissario straordinario già per i settori suddetti può da subito prendere quantomeno le prime decisioni per sfoltire alcune società ed arrivare a due uniche grandi realtà: ACTV /O AVM e VERITAS, suddivise in reparti operativi; il principio secondo il quale si regge questa attività si traduce nella trasformazione degli attuali "centri di costo" in "centri di sviluppo socio economico".
Proseguiva, quindi, Renato Boraso sottolineando anche l'importanza di una fattiva riqualificazione di Porto Marghera, citando per esempio la cattiva gestione del Parco Scientifico Vega attualmente non efficientemente sfruttato, e delle effettive potenzialità che l'area stessa è in grado di offrire, in prospettiva anche con nuovi posti di lavoro.
Nel corso dell'evento sono intervenuti i relatori Gianni De Checchi, Antonio Rosa Salva e Andrea De Biasi i quali hanno rappresentato con grande forza il loro disappunto sulle gravi condizioni in cui versa Venezia e di come male sia stata amministrata sino ad oggi.
Sostengono con altrettanta determinazione la necessità di porre in essere misure urgenti ed interventi reali a favore delle imprese dei Veneziani, per rilanciare un'economia sana e costruttiva che riesca a far rivivere tradizioni e servizi di qualità per i quali Venezia si è sempre contraddistinta nel mondo.
L'esodo di tutti i residenti e la "morte" progressiva delle varie categorie imprenditoriali sono questioni che vanno immediatamente risolte - lo afferma nelle sue conclusioni Nicola Funari - attraverso l'attuazione di alcuni provvedimenti comunali che sono alla base del nostro programma di governo della città, ma che il Commissario Straordinario, può applicare almeno in parte nell'immediato. Siamo convinti - prosegue Funari - che con la presa di coscienza di quanto sia necessario ridurre le Partecipate se ne possa ricavare fondi per circa 60 milioni (oltre i 5 milioni dell'utile di VERITAS - che sono soldi dei cittadini prelevati in più) per poterli riutilizzare in una politica economica sociale a favore dei cittadini".

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