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Inaugura il punto nascite di Portogruaro: "Ora ci aspettiamo che tornino le mamme"

Cerimonia lunedì con il presidente della Regione, Luca Zaia. "Abbiamo riattivato il polo nonostante i pochi parti. Ci sono i presupposti per bloccare la fuga verso il Friuli"

Dopo 22 mesi di sospensione torna operativo il punto nascite dell'ospedale di Portogruaro. L'interruzione del servizio si era resa necessaria perché al tempo l'azienda si era ritrovata con scarsità di personale, e lo stop si era trascinato dietro una serie di polemiche con tanto di appelli per la riapertura. Lunedì all'ospedale cittadino è il giorno dell'inaugurazione alla presenza del governatore del Veneto, Luca Zaia, e del direttore della Ulss4, Carlo Bramezza.

L’unità di ostetricia-ginecologia di Portogruaro, con un organico di 7 ginecologi (8 dal 16 giugno), 13 ostetriche e 4 pediatri, a cui dal 29 giugno si aggiungerà la guardia anestesiologica H24 (ossia una dotazione di altri 4 medici), riprende dunque l’attività nella massima sicurezza per le mamme che partoriranno qui. L’auspicio è di arrivare ai 500 parti l’anno in tempi rapidi, adempiendo in tal modo alla programmazione regionale che vede il punto nascita di Portogruaro in classe *** (500-1000 parti l’anno). Infatti, in considerazione del reclutamento di nuovo personale medico, del periodo di sospensione dell’attività per il personale in servizio, e tenuto conto della complessità del lavoro svolto nel punto nascite, l'Ulss4 ha ritenuto di riavviare gradatamente l’attività partendo da un punto nascita in classe ** (fino a 500 parti l’anno).

"Riapriamo in massima sicurezza - ha spiegato Bramezza - Abbiamo lavorato in squadra per arrivare a questo risultato. Le direttive ministeriali vorrebbero la chiusura dei punti nascita sotto i 500 parti, ma qui siamo riusciti a mantere attivo questo polo. Oggi non è il giorno delle polemiche, ma un giorno di festa". Il reparto è stato definito un "gioiellino", dotato di tutta l'attrezzatura e degli spazi necessari per garantire i parti senza complicazioni. "Questo è un reparto di eccellenza - ha spiegato il primario Antonino di Lazzaro - che contribuirà a mantenere lo stato di salute della popolazione. Siamo a disposizione delle mamme, pronti a farvi visitare le sale parto e il percorso nascite".

Ha aggiunto Zaia: "Qui ci sono i presupposti per tornare ai vecchi livelli di nascite. Nel 2011 c'è stato il picco in positivo di 700 parti, poi c’è stata una grossa fuga verso il Friuli. In questo punto nascite dal 16 giugno ci saranno 8 medici e possiamo garantire tutte le cure necessarie. La chiusura di 22 mesi è stata necessaria perché non c’era il personale". "Ora l'invito è a tutte le mamme e le future mamme - ha concluso - per ammirare il livello di questa struttura. Ma soprattutto mi aspetto che si torni a partorire qui".

Sindacati al vetriolo. "La necessità di aprire velocemente questa struttura è una chiara scelta politica - dichiarano Daniele Giordano, segretario generale Fp Cgil e Marco Busato, segretario Fp Cgil Sanità - lo dimostra presenza del governatore Zaia al taglio del nastro, che non tiene conto della sicurezza dei cittadini. La salute non può essere sottoposta alle correnti di partito e alle scelte di un direttore generale che non rispetta né le linee guida delle società scientifiche in tema di sicurezza del percorso nascite né tantomeno i lavoratori esponendoli a possibili rischi da lavoro".

"Non possiamo non collegare l’apertura del punto nascite al recente accordo sull’orario di lavoro siglato tra direzione e le altre sigle sindacali ma bocciato dai lavoratori - continuano i rappresentanti sindacali - È chiaro il meccanismo al ‘risparmio’ della direzione: aprire nuove strutture bypassando le assunzioni di personale semplicemente aumentando gli orari di lavoro, non rispettando turni e riposi del personale, rendendo rischiosa l’assistenza. Sono elementi che abbiamo denunciato al tavolo di trattativa e che i lavoratori, democraticamente, hanno respinto. Ribadiamo la situazione di possibili rischi per le future mamme".

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