Incendio all'hub di Conetta, distrutto tendone che ospitava un centinaio di profughi

L'allarme è stata lanciato attorno alle 13 di martedì. La cause del rogo sarebbe un fornelletto (vietato) utilizzato durante l'ora di pranzo

Non è rimasto nulla, se non le "carcasse" della struttura portante e dei letti a castello dove - almeno fino a lunedì sera - dormivano circa un centinaio di profughi. Un incendio, quello di martedì pomeriggio, sul quale stanno indagando i carabinieri, alla ricerca di risposte. Non è ancora chiaro quale sia stata, infatti, la causa che attorno alle 12.45 ha portato alla distruzione di una delle tensostrutture che ospitano i richiedenti asilo al tanto contestato hub di Conetta. Il fuoco, secondo i rilievi delle forze dell'ordine, si sarebbe propagato da un fornelletto, adoperato durante l'ora di pranzo dagli ospiti, nonostante ci sia il divieto di utilizzare stufette e altre apparecchiature elettriche all'interno della base.

Forze dell'ordine sul posto

I vigili del fuoco, subito dopo l'allerta, sono intervenuti con 5 mezzi da Cavarzere, Adria, Mestre e Piove di Sacco. In tutto 20 gli operatori, il cui compito è stato quello di sanare le fiamme - evitando che si propagassero - e mettere in sicurezza l'area. A ruota sono intervenuti anche i militari dell'Arma, che dovrannò indagare su quanto accaduto. Sono stati soccorsi e medicati sul posto alcuni intossicati che avevano inalato fumo, probabilmente nel tentativo di portare al riparo oggetti personali e borsoni, rimasti all'interno del tendone.

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«Conetta si può chiudere in una settimana»

Non usa mezzi termini il sindaco di Cona Alberto Panfilio nel commentare quanto successo al campo profughi: «Non possiamo essere sopresi - ha commentato - che una tendopoli possa prendere fuoco. Questo governo non ha responsabilità per questo campo, ma sua è la responsabilità per non essere intervenuto. Basta propaganda, non serve a nulla: Conetta si può chiudere in una settimana».

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