Hub di Conetta, area interessata dall'incendio sotto sequestro

Carabinieri e vigili del fuoco mercoledì mattina sono tornati all'ex base militare di Cona, dove sono ospiti oltre 400 profughi, per comprendere le cause del rogo

Una tensostruttura interamente distrutta, i documenti ridotti in cenere, gli effetti personali danneggiati. All'indomani dell'incendio che si è sviluppato all'interno dell'ex base militare di Conetta, dove sono ospitati circa 500 profughi, i carabinieri sono tornati insieme ai vigili del fuoco per un sopralluogo e per porre tutta l'area interessata dall'incendio sotto sequestro. Secondo i primi rilievi eseguiti martedì pomeriggio, a fiamme spente, il rogo si sarebbe propagato da un fornelletto che era stato utilizzato dai richiedenti asilo per il pranzo nonostante gli strumenti come questo non siano consentiti all'interno della base proprio per ragioni di sicurezza. 

Le indagini

I militari della compagnia di Chioggia con i colleghi del nuvleo investigativo provinciale e i vigili del fuoco stanno proseguendo con gli accertamenti, che sono finalizzati anche a escludere ipotesi di atti a sfondo razzista. Le indagini vanno avanti a 360 gradi, anche se allo stato attuale l'ipotesi del dolo sembra lontana, proprio perchè tutto sarebbe partito da un fornello. Il sopralluogo degli investigatori e degli esperti dei vigili del fuoco durerà diverse ore. A causa dell'incendio alcuni richiedenti asilo erano rimasti intossicati dal fumo nel tentativo di salvare i loro effetti personali. 

La politica

«Chiunque abbia avuto la possibilità di visitare Conetta si è reso conto che così non si possono trattare le persone - scrive Elisa Fabian consigliere comunale LeU di Cavarzere - . Mi chiedo: ma cosa deve accadere per dare seguito alla definitiva chiusura? Attualmente non si profila nemmeno l'ombra di una reale volontà di chiusura dei centri di Cona e Bagnoli. Ormai non si contano più i proclami del Ministro dell'Interno Salvini che dice una cosa e poi in realtà ne fa un'altra. Oggi assistiamo all'ennesima prova di chi dice "prima gli italiani" mentre in realtà dovrebbero dire "prima gli interessi del proprio partito” . Continua ad uscire del fumo dal centro di Conetta e la situazione più volte denunciata di carenza igienica sanitaria e di inadeguatezza nella gestione del campo è visibile anche a chilometri di distanza, ma forse in Regione Veneto a Zaia, e a Roma al Ministro Salvini non arriva nemmeno quello...o forse troveranno la modalità di vendere quel fumo come sono abituati a fare ormai da anni».
 

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