Incendio 3V Sigma, giovane grave. Femca: «Da tempo denunciavamo insicurezza»

Francesco Coco dei chimici della Cisl: «A luglio dell'anno scorso avevamo scioperato. Noi dal prefetto a dichiarare materiale infiammabile accatastato. La ditta non ci ha risposto»

Foto dei vigili del fuoco

Sulla denuncia di inascolto degli allarmi di mancanza di sicurezza alla 3V Sigma di Porto Marghera, i sindacati concordano tutti. «Lo avevamo detto che le cose non andavano, in tutto lo stabilimento - afferma Francesco Coco della Femca Cisl di Venezia che sta seguendo la situazione per capire se ce la farà il più grave degli operai coinvolti, un giovane rimasto ustionato e in condizioni gravi. Sembra lavorasse per una ditta in appalto -. La denuncia era stata da noi portata anche davanti al prefetto. C'erano linee antincendio che non funzionavano. Per arrivare a un rogo di questa entità qualcosa non andava bene di sicuro». Ora Spisal e magistratura faranno le verifiche. Un incendio divampato molto velocemente, incerta l'origine.

«La ditta produce additivi per plastiche, ha preso fuoco un serbatoio - spiega Marco Bello della rsu di Femca Cisl - Avevamo fatto presenti le anomalie al magazzino, con la presenza di contenitori di xilene accatastati. L'azienda non ha risposto, né l'amministratore delegato e direttore dello stabilimento, né la responsabile della sicurezza, prevenzione e protezione».

«Siamo vicini alle famiglie e ai colleghi degli operai colpiti, così come siamo preoccupati per i rischi ambientali - scrive Bruno Pigozzo, consigliere regionale del Partito Democratico insieme ai colleghi Francesca Zottis e Andrea Zanoni, annunciando anche un’interrogazione -. Chiediamo sia fatta una corretta e immediata comunicazione alla popolazione coinvolta sui comportamenti da adottare. Indipendentemente dall’esito delle indagini per capire le cause dell’incidente - sottolineano - è certa la necessità di aumentare i controlli nelle aziende». Il segretario comunale Pd Giorgio Dodi e il vicesegretario metropolitano Marco Rizzetto aggiungono: «Ancora una volta lo sviluppo economico, il diritto al lavoro e alla salute, la tutela ambientale, la sicurezza sul luogo di lavoro, non sono sullo stesso piano. Per più di un’ora l’incendio divampato all’impianto industriale, che ha bruciato i prodotti chimici utilizzati nelle produzioni, ha inquinato l’aria di una vasta zona attorno all’area dell’incidente ed il successivo temporale se da un lato ha contribuito a spegnere l’incendio, dall’altro ha portato a terra tutti gli inquinanti bruciati e presenti nell’aria. Il sistema istituzionale di comunicazione dell’emergenza è stato superato dai social che hanno addirittura anticipato le sirene». Il senatore Pd Andrea Ferrazzi scrive che quanto successo «non è tollerabile, a maggior ragione visto che il tema della sicurezza, compresa l’efficacia degli estintori, era stata posta da tempo dagli stessi lavoratori».

Per tutelare la salute dei propri dipendenti, in relazione all'incendio di Porto Marghera, Veritas ha sospeso tutti i servizi di igiene urbana all'interno del territorio comunale di Venezia.

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I sindacati e la politica si sono mobilitati. Quanto accaduto a Marghera è «terribile» per Sara Moretto, deputata veneziana di Italia Viva: «Il primo pensiero va ai lavoratori coinvolti, alle loro famiglie e ai soccorritori. Il danno ambientale connesso deve porci chiare domande e nel contempo vanno seriamente indagate le cause dell’incendio». Sia il presidente della Municipalità di Marghera sia i Verdi hanno parlato di «disastro annunciato»: «Solo pochi mesi fa i lavoratori avevano scioperato per la sicurezza, denunciando tra l’altro l’insufficienza degli impianti anti-incendio. In tutti questi anni abbiamo sollevato la questione della sicurezza anche nelle aziende che, a partire dal vecchio complesso del petrolchimico, si sono autonomizzate, con diversa fortuna. La mancanza di investimenti adeguati, sia sul ciclo produttivo che sulla sicurezza interna, dei lavoratori e degli impianti, rende la situazione pericolosa».

Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’economia e candidato sindaco di Venezia: «Purtroppo si tratta di un disastro prevedibile. Occorre una svolta rispetto al modello di sviluppo di Porto Marghera per una conversione industriale che combini opportunità di lavoro con la necessaria sostenibilità ambientale. Tutto questo avviene a ridosso delle case dove vive la popolazione della terraferma, a pochi chilometri dagli incommensurabili patrimoni artistici veneziani e in un ambiente lagunare delicatissimo. Non può più succedere. Nel frattempo dobbiamo ripensare anche al sistema di allarme per la popolazione, un allarme che deve essere tempestivo e allargato a tutto il territorio potenzialmente a rischio chimico. Ora si accertino con urgenza gli effetti ambientali dell’incidente».

L'onorevole Nicola Fratoianni (Leu) ha annunciato: «Presenteremo un’interrogazione parlamentare perchè sia fatta luce fino in fondo. Se neanche la fase di pandemia che stiamo attraversando chiarisce a tutti l’importanza della sicurezza dei lavoratori e dei siti produttivi, vuol dire che siamo rimasti quelli di sempre. Quelli di un Paese in cui muoiono in media 3 lavoratori al giorno. E già che ci siamo, capiamoci bene sulla modalità con cui diamo soldi pubblici a certe imprese, visto che Confindustria batte cassa un giorno sì e l’altro pure».

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