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Le fiamme se ne vanno, restano i pesanti danni alla Se.Fi.: si fa largo la pista accidentale

Sopralluogo del Nucleo investigativo dei pompieri per far luce sulle cause del rogo che ha distrutto un capannone della ditta di trattamento rifiuti di San Donà. Danni per milioni

Fiamme alte decine di metri e un capannone completamente distrutto dal devastante incendio che in pochi minuti si è impadronito lunedì sera di una porzione della ditta Se.Fi. Ambiente di via Argine di Mezzo a San Donà di Piave. Al momento tutte le ipotesi sulle cause del disastro rimangono aperte, ma fin dall'inizio quella ritenuta più probabile sarebbe quella accidentale: è possibile che tra stracci e oli esausti e il resto che si trovava stoccato nella struttura da 5mila metri quadri possa essere scattata una scintilla fatale.

Dettagli, foto, video sull'incendio di lunedì sera

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L'incendio si è allargato velocemente

Dopodiché l'incendio si sarebbe propagato velocemente grazie alla possibile presenza di liquidi e materiali in grado di accelerare la combustione. Durante la giornata di martedì è stato eseguito un sopralluogo da parte del Nucleo investigativo dei vigili del fuoco proprio per capire dove il rogo si sia originato con precisione. Alla luce del sole i danni appaiono ingentissimi, nell'ordine di alcuni milioni di euro.

Rilevazioni Arpav "confortanti"

L'unica buona notizia riguarda le rilevazioni Arpav, l'agenzia ambientale regionale, secondo cui i valori di inquinanti causati dalla combustione non desterebbero preoccupazioni: "Gli esiti delle analisi sui primi due campioni d'aria, prelevati a 400 e 700 metri dal luogo dell'incendio, hanno dato esiti confortanti - dichiara il sindaco di San Donà, Andrea Cereser - Al momento non c'è necessità di disporre misure straordinarie".

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Sulla vicenda in queste ore si affastellano i dubbi di alcuni esponenti politici, vista la lunga scia di roghi che ha caratterizzato stabilimenti di trattamento rifiuti: "Va chiarita ogni possibile connessione con la presenza della criminalità organizzata nel territorio veneto - dichiara il consigliere regionale di LeU, Piero Ruzzante - Torno a chiedere alla giunta Zaia di attivarsi per fare chiarezza e contrastare questi episodi, che in Veneto avvengono ormai con frequenza allarmante. Secondo la Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, sono stati 27 gli incendi negli impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti in Veneto tra il 2013 e l'estate 2017. Ma i roghi, secondo alcuni osservatori, se allarghiamo lo sguardo anche al settore dei trasporti sono oltre 50".

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