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Incendio alla Lormin: le analisi Arpav fugano i dubbi sui pericoli per la salute

Nessun problema per quanto riguarda i microinquinanti liberati nell'aria dopo il rogo che ha colpito sabato scorso la ditta di produzione cosmetici di Porto Marghera. Gli esami continuano

I risultati delle analisi fugano, per ora, ogni dubbio sui pericoli per la salute dopo l'incendio all'azienda di cosmetici Lormin, in via Murialdo 13, che sabato scorso ha tenuto in apprensione Porto Marghera. I dati, elaborati dal laboratorio padovano dell'Arpav, sono relativi ai campioni prelevati in via Fratelli Bandiera, a circa 70 metri dal rogo, alle 11 di mattina, durante la fase di smassamento del materiale coinvolto dalle fiamme. La mole di fumo era molto elevato, in quanto l'incendio si è caratterizzato per una combustione "fredda".

Per quanto riguarda la presenza di benzene, gli esperti dell'Arpav hanno misurato una sua presenza di 134 microgrammi per metro cubo, quando il suo valore limite in ambienti lavorativi è di 1.600 microgrammi per metro cubo. Nell'area della mensa del Petrolchimico la sua mole diminuisce a 5 microgrammi per metro cubo.

Altro materiale compatibile con la combustione dei contenitori dei cosmetici in polietilene è il toluene, presente con 69 microgrammi per metro cubo (alla mensa del Petrolchimico con 6 microgrammi). La concentrazione limite è di 188mila microgrammi per metro cubo. Anche per quanto riguarda il cloruro di metilene i valori sarebbero ampiamente sotto il livello di guardia. Sono state rilevate anche altre sostanze causate dall'incendio, come idrocarburi alifatici, alcuni alcheni e acetone a livelli modesti.

Giovedì verranno analizzati altri campioni "alla ricerca" di eventuali altri microinquinanti o diossine.

 

L'INCENDIO DI SABATO ALLA DITTA LORMIN A MARGHERA

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