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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca Marcon / Via Fornace, 44

Incendio alla Nuova Esa di Marcon, giallo sulle cause: incidente o dolo?

Le fiamme allo stabilimento di stoccaggio di rifiuti tossici è stato domato nella notte. Nessuna conseguenza per la salute. Carabinieri e pompieri al lavoro per stabilire l'innesco del rogo

I vigili del fuoco hanno lavorato fino alle prime ore della nottata per avere definitivamente ragione delle fiamme alla Nuova Esa di Marcon. Stamattina altri sopralluoghi, soprattutto per capire quale sia stata la causa dell'incendio divampato nel tardo pomeriggio di mercoledì verso le 19 nello stabilimento di stoccaggio di rifiuti tossici.

Un'ora con il cuore in gola per i residenti di via Fornace, consapevoli di vivere vicino a una possibile "bomba ambientale", tra fusti contenenti sostanze chimiche e altri materiali dannosi. Un residente si è avvicinato al sindaco Andrea Follini chiedendo se doveva mettere al sicuro il figlio piccolo, un'altra famiglia invece si chiedeva se potesse dormire tranquilla ieri notte. Il loro "incubo", rimasto relegato in un angolo della mente, sempre presente, si è materializzato sottoforma di una nube scura, poi diventata bianca, dall'odore acre. Una nuvola che ha impestato anche i paesi vicini.

Secondo i rilievi e i carotaggi dei tecnici dell'Arpav, proseguiti anche stamane, non ci sarebbero preoccupazioni per la salute. Tantevvero che l'area circostante allo stabilimento non è stata evacuata nell'immediatezza delle fiamme. Si sta tentando di associare l'odore di zolfo sentito distintamente dalla popolazione a eventuali materiali finiti in cenere. Ora le indagini continuano per capire se l'origine del rogo sia stata incidentale o dolosa. La pista privilegiata in questo momento dagli inquirenti sarebbe quella involontaria, anche se si prosegue di pari passo in tutte e due le direzioni. Nello stabilimento c'erano stati dei lavori nei giorni scorsi. Qualcuno avrebbe tagliato delle lamiere. Da lì potrebbe essere partita la scintilla fatale. Secondo il custode giudiziario della Nuova Esa, i cui fusti sono sotto sequestro giudiziario dal 2004 per una brutta storia di traffico clandestino di rifiuti tossici, sarebbe andato a fuoco un cumulo di vecchi elettrodomestici e plastiche misto a sterpaglie in un piazzale esterno. Cinque metri per cinque.

 

A circa 150 metri di distanza un capannone e una tettoia con i rifiuti pericolosi. I cittadini dei paesi circostanti non sanno neanche che cosa sia stoccato lì dentro. Sarebbe stato un disastro ecologico. E tra i corridoi del Comune si fa largo anche l'ipotesi che se qualcuno avesse voluto mandare un "avvertimento" o, peggio, stoppare le operazioni di bonifica dell'area avrebbe piazzato qualche innesco nelle zone più sensibili. Non lì. In ogni caso i carabinieri della locale Tenenza e i vigili del fuoco ora stanno lavorando per capire quale sia stata la causa scatenante del rogo. E non sarà facile.

Le fiamme di ieri sera, infatti, sono solo l'ultimo capitolo di una storia, soprattutto giudiziaria, che parte dal 2004 e che ha portato a un'ordinanza del sindaco secondo cui tutto ciò che viene ritenuto pericoloso dovrà essere spostato dalla Nuova Esa entro agosto. Centottanta giorni di tempo da febbraio alla proprietà per farlo. Si tratta di cinquemila tonnellate di rifiuti che secondo la magistratura al posto di venire trattati venivano "mascherati" per poi essere "piazzati" di volta per volta come basi per asfalto piuttosto che come concime per la terra. Se ad agosto ciò non verrà espletato, toccherà agli enti locali di Marcon e Mogliano Veneto accollarsi le spese, che si aggirerebbero sui sei milioni di euro, per poi rivalersi sulla proprietà. Se ieri sera era il tempo dell'urgenza, ora è il tempo delle indagini.

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