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Incendio all'ospedale Civile: "I lavori eseguiti non erano a norma"

Inchiesta sul rogo di maggio a Venezia: escluso il dolo, ma sarebbero emerse attestazioni di conformità per interventi che conformi non lo erano

Le fiamme si erano levate alte nel cielo, il 13 maggio: l'incendio divampato all'ultimo piano dell'ospedale Civile di Venezia aveva distrutto una parte dell’ex reparto di medicina, nell’ala dei Mendicanti, causando danni per un milione di euro. Ora, a conclusione della consulenza tecnica eseguita in loco, arriva la rivelazione: i lavori di ristrutturazione dei locali eseguiti nel 2008 non avrebbero rispettato la normativa. Lo riporta la stampa locale.

Se resta esclusa la natura dolosa del rogo, infatti, le accuse si rivolgono ai lavori eseguiti in quella parte della struttura dapprima alla fine degli anni ’90 e poi nel 2008 e che, al contrario di quanto dichiarato, non sarebbero affatto conformi alla normativa di sicurezza. Un'inadempienza che, in sostanza, avrebbe agevolato il propagarsi delle fiamme nei vari locali dell'ospedale.

L'inchiesta quindi va avanti, con nuovi accertamenti della Procura che dovrebbero portare all'individuazione dei responsabili di quei lavori non idonei e dichiarati conformi. Il procuratore aggiunto Adelchi D'Ippolito ha dichiarato che dopo i risultati della consulenza emerge la necessità di ulteriori approfondimenti: se l’origine dell’incendio è stata accidentale, infatti, lo sviluppo successivo avrebbe potuto essere molto meno grave. Soddisfazione da parte dell'Ulss 12, che a questo punto è sollevata da eventuali responsabilità: ora l'azienda chiederà il dissequestro dell'area per procedere con i lavori di ristrutturazione.

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