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La "bomba" di Fanpage deflagra in laguna: "Soldi sporchi? Ho chi me li sbianca..."

L'interlocutrice dell'agente provocatore Perrella è Maria Grazia Canuto, trevigiana. In ballo un progetto a Porto Marghera: "Dobbiamo correre, ora abbiamo buone alleanze politiche"

E' deflagrato come una bomba. Annunciata, ma pur sempre una bomba. Martedì sera il sito Fanpage ha pubblicato l'attesa quarta puntata dell'inchiesta "Bloody Money", che ha come scenario Porto Marghera e i suoi immensi terreni su cui vuole mettere i tentacoli la criminalità organizzata. Questa è la notizia principale: Nunzio Perrella, ex boss della Camorra che si è occupato di gestione illegale dei rifiuti, l'"agente provocatore" di Fanpage, si imbatte in Maria Grazia Canuto, 56enne originaria di Casale sul Sile ed ex docente di criminologia ambientale al Campus Ciels di Padova. Si presenta come consulente del Ministero dell'Ambiente, anche se dal ministero si fa sapere che incarichi lei non ne avrebbe mai avuti. Millanta? Stando a quanto risulta a Fanpage, sì.

La quarta puntata di Fanpage

L'incontro con l'ex boss della Camorra

E' novembre 2017 e la donna che "può aprire le porte giuste per il più grande affare dell'anno", durante un primo incontro con l'ex boss camorrista, dichiara "io controllo chi controlla", e ancora: "Oggi per essere nella stanza dei bottoni bisogna avere le chiavi". Difficile distinguere il vero dal falso, fatto sta che quando Perrella gli sottolinea, per ben cinque volte, che i soldi che si stavano mettendo sul piatto erano della Camorra lei non si scompone: "Dov'è il problema?", risponde. Ancora: "Abbiamo le lavatrici, li puliamo. Ho chi me li sbianca", sottolinea.

Il progetto a Porto Marghera

Anche l'imprenditore con cui si accompagna, che perora un progetto da 500 milioni di euro a Porto Marghera per un terminal Gtl di prodotti petroliferi, è consapevole della provenienza dei soldi. Insomma, se Perrella fosse ancora boss avrebbe trovato forse porte aperte e orecchie pronte ad ascoltarlo a Porto Marghera. "Dobbiamo mettere solo a posto un pao di dettagli con due banche - affermerà -. Abbiamo i nostri portavalori, le ambulanze, abbiamo tutto. Quanti sono? Due milioni e 800 mila euro? Poca roba. Possiamo pulirli, io ho la forza per farlo. Mica lo faccio io, li faccio pulire - spiega -. È chiaro che si tratta di soldi che tante volte uno ha messo lì e non sa come utilizzarli e noi possiamo metterli in lavatrice. Siamo tutti adulti e ti puoi fidare".

"Dobbiamo fare tutto in un anno, abbiamo buone alleanze politiche"

Canuto e l'uomo d'affari chiedono 21 milioni di euro, "perché per fare affari un po' di soldini servono", spiega la 56enne. E' il 26 gennaio 2018: Perrella va a vedere le aree dove dovrebbe sorgere il deposito. Nel mentre è la Canuto a spiegare, a modo suo, che aria tirerebbe a Venezia: "Ora abbiamo delle buone alleanze politiche - afferma - Ti dico che bisogna correre, serve fare tutto in un anno. Non è facile governare Venezia, se ci capita un Cacciari o un Cinque Stelle...". Una pausa e poi finisce la frase: "L'area diventa un parco tecnologico di quelli virtuali dove mettono piantine e serre per i fiori. Puoi essere a Marghera tra 2 giorni? Ti faccio parlare con sindaco e ministro". La donna si riferisce alla cerimonia al padiglione Antares del Vega con ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, sindaco Luigi Brugnaro e vertici di Confindustria. Si firma un protocollo sulle bonifiche di Porto Marghera.

"Ti faccio parlare col ministro..."

Da quando la Canuto mette piede nel centro Vega, non si capisce più se millanta o se dice la verità: "Qui ci conosciamo tutti, poi ci incontriamo la sera a cena", dichiara. Al sindaco non sarebbe riuscita a parlare, rimasto di spalle preso da una conversazione, mentre Perrella sarebbe stato presentato, stando alle immagini, a un direttore di Confindustria e un dirigente comunale, con cui la Canuto e l'imprenditore nordestino si mostrano in confidenza. Il trio riesce a parlare con il ministro Galletti, cercando di presentare il progetto e un, a loro dire, innovativo sistema di bonifiche, ma il titolare del dicastero dell'Ambiente li indirizza a una collaboratrice. Il colpo non sembrerebbe essere andato granché a segno. In ogni caso la trattativa continua, finché non si arriva alla consegna della caparra dei 21 milioni di euro richiesti dalla coppia per entrare nell'affare. La consegna avviene qualche giorno dopo al bar Bologna di Mestre, davanti alla stazione. Perrella arriva con un trolley, ma è pieno di paccheri napoletani. Viene caricato nel bagagliaio dell'auto dell'imprenditore e poi si allontana. Il "pacco" è servito. 

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