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"Soldi incassati? Mostrate le prove" La difesa del legale di Chisso

Inchiesta-Mose, l'avvocato Antonio Forza ha incontrato l'ex assessore regionale nel carcere di Pisa: "E'deciso a smontare tutte le accuse"

Venerdì è il giorno dell’interrogatorio di garanzia per Renato Chisso, l’ex assessore regionale alle Infrastrutture accusato di esser stato a lungo a libro-paga del Consorzio Venezia Nuova, ricevendo una montagna di contanti in cambio di favori e concessioni legati alla costruzione del Mose. Chisso si trova in isolamento nel carcere di Pisa e giovedì ha incontrato il suo legale, Antonio Forza, per concordare la strategia difensiva. Una strategia in cui l’amministratore di Favaro intende smontare pezzo per pezzo ogni accusa, partendo da una convinzione: “Non hanno alcuna prova”. 

“Chisso è convinto di poter smontare le accuse – ha dichiarato Forza dopo averlo incontrato -. E’ sereno e chiede che venga controllato il suo tenore di vita, i suoi conti correnti, i suoi movimenti. Dove potrebbero essere spariti tutti quei soldi?”. Chisso è pronto a difendersi, è pronto a dimostrare che Giovanni Mazzacurati e Piergiorgio Baita non sarebbero affatto credibili. 

“Dicono che ho rubato la Tour Eiffel, ma se la Tour Eiffel è ancora lì, allora significa che non l’ho rubata io”. E’ con questa battuta che giovedì l’ex assessore regionale (ha presentato le dimissioni già nella giornata di mercoledì) ha accolto il suo avvocato nel carcere di Pisa. Il ragionamento è molto semplice, e si basa sulla stessa convinzione su cui poggia anche la difesa dell’onorevole Galan: “Dove sarebbero quei soldi? Mostrateci le prove”. 

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