Il papà di Giorgia, unica superstite nello schianto di Jesolo: «Come aver perso figli miei»

Ha parlato dall'ospedale di San Donà, ringraziando le persone che hanno aiutato la figlia e cercato di salvare gli altri ragazzi. Giorgia ribadisce che la loro auto è stata urtata. Indetto il lutto cittadino a Jesolo

Incidente a Jesolo

«Ho accettato di incontrarvi anche per ringraziare pubblicamente tutti quelli che sono intervenuti per cercare di aiutare i nostri figli». Poche parole, la voce rotta dalla commozione del papà di Giorgia, l'unica superstite del drammatico incidente costato la vita a quattro giovani nella notte tra sabato e domenica a Jesolo. La ragazza è ancora ricoverata in osservazione.

Gli amici

«Sono fortunato oggi perché Giorgia è qui, ma è come se avessi perso quattro figli, gli amici di una vita di Giorgia - dice il papà -. Per la mia famiglia e per quelle di Riccardo, Eleonora, Giovanni e Leonardo, e per la nostra comunità, sono giorni difficili. Siamo grati alle forze dell'ordine, ai vigili del fuoco, ai vigili urbani, ai carabinieri, agli infermieri e ai medici, che sono intervenuti per soccorrere i ragazzi. E anche alle altre persone: alla signora che nel cuore della notte ha dato il telefonino a mia figlia perché potesse chiamarmi, al ragazzo che ha agganciato con la corda l'auto per trainarla, corda che poi si è spezzata e non ha potuto tirare fuori la macchina dall'acqua. Siamo grati alla persona che poco prima aveva chiamato i carabinieri per avvisarli della presenza in zona di una macchina che avanzava in strada zigzagando, e ai ragazzi che non hanno esitato a buttarsi in acqua per salvare mia figlia».

L'urto

«Mia figlia continua a ripetere che stavano tornando a casa, fino a quando non sono stati urtati da una macchina», dice il padre di Giorgia. La vettura di cui parla è presumibilmente la Golf del 26enne poi sottoposto a fermo con le accuse di omicidio stradale plurimo e omissione di soccorso. Secondo le prime indagini, avrebbe urtato il veicolo su cui viaggiavano i cinque, facendolo andare fuori strada. «Vorrei chiedervi un aiuto - conclude - abbiamo bisogno che venga rispettato il nostro immenso dolore. Vi chiediamo pertanto di lasciarci tranquilli per ritrovare quell'equilibrio che io e la mia famiglia abbiamo perduto».

Lutto cittadino

Bandiera a mezza asta a Jesolo per le cinque vittime della notte tra sabato e domenica. «La città di Jesolo - riferisce l'amministrazione - si unisce nel cordoglio alle comunità di Musile di Piave e San Donà di Piave per i giovani che hanno perso la vita sulle strade della località. La giunta comunale nella mattinata di oggi, lunedì 15 luglio, ha decretato il lutto cittadino per il momento in cui si svolgeranno i funerali ed è stata posta a mezz’asta la bandiera del Comune fino al giorno delle esequie. «È un gesto doveroso da parte nostra - spiega il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia - testimoniare la vicinanza alle famiglie e a tutti i cittadini delle vicine comunità che stanno vivendo il momento del dolore per la scomparsa dei ragazzi. È il momento del silenzio e del rispetto che ci devono unire tutti nel ricordo di questi ragazzi e ragazze strappati tragicamente e prematuramente all’affetto delle loro famiglie e dei loro cari».

Minuto di silenzio a Venezia

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