Incidente alla Solvay, Bettin chiede massima chiarezza

Fuga di acido fluoridrico a Marghera giovedì all'alba. Il presidente: «A meno di due mesi dal rogo della 3V Sigma». Marinese: «In ogni settore produttivo può verificarsi un incidente. Non è sempre disastro»

Porto Marghera, Solvay da Google Maps

Fuga di acido fluoridrico all’alba, verso le 4, a Porto Marghera giovedì mattina nello stabilimento della ex Solvay Fluor Italia (nel 2018 costituita Alkeemia spa che ha acquisito lo stabilimento Solvay di Porto Marghera). Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno escluso pericoli per la popolazione. «Serve la massima chiarezza, serve ogni dettaglio sulla fuoriuscita dagli impianti della di Marghera - dice il presidente di Municipalità Gianfranco Bettin - L'intervento dei pompieri ha messo l’evento sotto controllo, ma è necessario sapere esattamente cosa sia successo, meno di due mesi dopo il rogo della 3V Sigma.

I trascorsi

Dai fatti precisi e dai dettagli, infatti, si potrà desumere la portata reale dell’evento, afferma Bettin. «Se si trattasse di un incidente provocato dalla vetustà degli impianti, da qualche guasto a ciò connesso, dovremmo concludere che siamo alle solite: non si investe, né in sicurezza né in innovazione tecnologica (le sole vere garanzie di lavoro e sul lavoro), mentre si spremono gli impianti finché durano, a rischio di incidente. L’abbiamo visto troppe volte, e correre tali rischi quando si lavorano sostanze come l’acido fluoridrico è da irresponsabili. Il solo nome dell’acido fluoridrico evoca a Marghera timori fondatissimi, e memorie dolorose, come la tragica esplosione del 22 marzo 1979 che costò la vita a tre lavoratori (Bruno Bigo, Giorgio Rasia e Lucio Oreda). Dobbiamo conoscere, fino al dettaglio, cosa è davvero accaduto. Le rassicurazioni provvisorie e generiche di queste ore non aiutano né tranquillizzano nessuno, né chi lavora in quegli impianti né chi vive nella città».

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La replica

A replicare alle affermazioni del presidente della Municipalità di Marghera Gianfranco Bettin, è il presidente di Confindustria Venezia Rovigo Vincenzo Marinese. «Paragonare l'esplosione di una bombola di acido fluoridrico, avvenuta il 22 marzo 1979, al problema tecnico di oggi significa vanificare trent’anni di lotte dei lavoratori, dei tecnici e di tutti coloro che si sono adoperati affinché Porto Marghera diventasse un polo di eccellenza quale è oggi. In qualsiasi azienda e settore produttivo può verificarsi un incidente. Le imprese del Petrolchimico hanno sottoscritto accordi e protocolli in coordinamento con le autorità locali per monitorare e gestire la sicurezza degli impianti. Il personale opera con grande professionalità e un know-how unico nella gestione del rischio. Bisognerebbe prendere atto della grande sicurezza e adeguarsi ai tempi. Marghera e le sue industrie non hanno bisogno di disinformazione e di Cassandre che a ogni inconveniente strillano al disastro».

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