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L'investitrice ricorda poco o nulla dello schianto, ancora grave la signora travolta

Continuano le indagini dopo l'incidente di giovedì pomeriggio agli Alberoni. Arriva l'ok per i funerali di Giorgio Benedetti. La 27enne ora rischia pene e sanzioni pesanti

Ricorda poco o nulla. Il parabrezza in frantumi, la preoccupazione per la piccola di pochi mesi che aveva nella sua Kia Sportage e i frammenti di vetro che l'hanno raggiunto. Davanti a sé il disastro. E' molto provata per ciò che è accaduto la pellestrinotta di 27 anni che, per cause ancora al vaglio, giovedì pomeriggio ha travolto e ucciso con il suo suv Giorgio "Riccardo" Benedetti, 59enne molto conosciuto e ben voluto nell'isola.

Le indagini per ricostruire con esattezza la dinamica della tragedia continuano a 360 gradi. Sono stati ascoltati dalla polizia municipale i testimoni della vicenda, che hanno spiegato come l'auto abbiamo "piano piano" invaso la corsia di marcia opposta. Non una sbandata improvvisa, dunque. Tiene sempre banco l'ipotesi del colpo di sonno, ma per non lasciare nulla di intentato con ogni probabilità la magistratura potrebbe decidere (se il pubblico ministero lo riterrà opportuno) di disporre accertamenti sulle attività del telefono cellulare della 27enne. Per stabilire se magari negli attimi immediatamente precedenti allo schianto siano partite messaggi o telefonate. Inoltre l'andatura del Suv investitore sarebbe stata inferiore ai limiti di legge. Ipotesi.

Ciò che purtroppo è realtà è la morte di Giorgio Benedetti, oltre che il ferimento grave della donna di 65 anni che si trovava vicino a lui. La signora si trova ancora in prognosi riservata e in condizioni giiudicate gravi all'Angelo di Mestre. Ha subìto nell'immediatezza un intervento chirurgico, ora solo il tempo permetterà di capire l'evoluzione del quadro clinico. Il quadro, secondo il marito della donna, è molto grave. Le sarebbero state amputate due dita, mentre avrebbe riportato la frattura del bacino. Il magistrato ha già disposto la restituzione della salma di Benedetti ai famigliari, dunque nei prossimi giorni potranno già esserci le esequie. La vicenda, però, è destinata ad avere strascichi pesanti dal punto di vista giudiziario: si tratta del primo episodio di omicidio stradale sul nostro territorio. 

La 27enne rischia una pena molto pesante: in questo caso che in precedenza sarebbe stato definito "colposo" c'è l'aggravante di non aver rispettato il codice della strada, invadendo la corsia di marcia opposta e andando contromano. La patente, inoltre, può esserle revocata fino a 5 anni dal prefetto. Se nel frattempo si arriva a sentenza di primo grado, il giudice può prorogarla fino a ulteriori 10 anni.

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