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Pirata della strada di San Donà, il ragazzino è tornato a casa: "Chi ha visto qualcosa lo dica"

Appello del padre del 13enne investito un mese fa tra via Bortolazzi e via Avogadro. Il 13enne è stato operato e ha riportato pesanti traumi. I parenti si appellano ai concittadini

Dopo quasi un mese di ospedale e un'operazione, mercoledì è stato dimesso ed è tornato a casa il ragazzino disabile investito da un'auto pirata (che non è stata ancora individuata), lo scorso 4 novembre a San Donà di Piave. Il ragazzo, che ha 13 anni, attorno alle 14.30 stava attraversando la strada sulle strisce pedonali all'intersezione tra via Bortolazzi e via Avogadro per rincasare, quand'è stato travolto da un'Opel Zafira di colore scuro che da via Bortolazzi si è immessa su via Avogadro, imboccandola peraltro contromano: la strada è a senso unico. Il tutto sotto gli occhi del papà, un 46enne di origine serba ma residente da anni a San Donà, che seguiva a breve distanza il ragazzino, che ha lanciato un urlo ed è accorso per soccorrere il figlioletto, sbalzato in seguito all'urto a diversi metri di distanza per poi rovinare sull'asfalto.

Il padre ha fatto a tempo solo a notare il modello e il colore della macchina e a intravvedere il conducente, descritto come un tizio sulla quarantina e dalla corporatura robusta: dopo aver investito il giovanissimo pedone, infatti, l'automobilista ha innestato la retromarcia, è rientrato in via Bortolazzi ed è sgommato via, senza fermarsi a prestare soccorso.

Il 13enne è stato trasportato in condizioni serie all'ospedale cittadino: ha riportato un trauma cranico e facciale, con una brutta ferita sotto l'occhio, e altre lesioni tra cui lo schiacciamento delle dita dei piedi. Un quadro clinico reso ancora più delicato dalla grave malattia genetica e invalidante di cui è affetto, ed è proprio in ragione delle problematiche cardiache di cui è foriera questa patologia che il ragazzo è stato trasportato nel più attrezzato ospedale Ca' Foncello di Treviso per essere sottoposto all'intervento resosi necessario alle dita.

Ora, per fortuna, il ragazzo è potuto tornare nella sua casa. Il papà del 13enne, per fare luce sull'episodio e per ottenere giustizia, si è rivolto, attraverso il consulente Riccardo Vizzi, a Studio 3A, la società specializzata nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini, che, con il proprio assistito, rilancia un appello alla collaborazione da parte di tutti i sandonatesi. "La famiglia del ragazzo chiede ancora a gran voce ai concittadini di riferire alle forze dell'ordine qualsiasi elemento utile in loro possesso, sia che abbiano in qualche modo visto l'incidente sia che abbiano notato auto del modello “incriminato”, una Opel Zafira scura, con delle ammaccature nella parte anteriore - si legge in una nota di Adico - Chiunque avesse informazioni utili può contattare anche Studio 3A al numero verde: 800090210".

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