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Incidenti e decessi: 2014 anno nero per il Veneziano, dati negativi

Un rapporto Istat fa luce sulla natura degli schianti automobilistici in Veneto. In Italia va meglio, ma globalmente qui invece si muore di più

Anno nero in fatto di tragedie della strada il 2014 per il Veneto e in particolare per il Veneziano. Perché se a livello nazionale le statistiche globalmente sono migliorate, in terra lagunare invece si assiste a un aumento del numero di decessi a causa di incidenti. Secondo un rapporto dell'Istat che ha preso in esame i dati del 2014 e del 2013, infatti, nel Veneziano gli schianti sono lievitati del 2,9% (2.389 contro 2.322). A causa di quest'ultimi hanno perso la vita 59 persone nel 2014, quando dodici mesi prima erano stati 51 i decessi. Negativi anche i numeri in fatto di feriti: 3.503 contro 3.222 (+8,7%). In Veneto in termini assoluti lo scorso anno si sono registrati più incidenti nella provincia di Padova e di Verona (rispettivamente 3.039 e 3.026), mentre sono aumentati del 40% i decessi nel Bellunese. Venezia detiene purtroppo il secondo dato peggiore in fatto di numero di decessi, superata solo da Verona (59 contro 73). Migliorano in maniera "decisa" i numeri invece di Vicenza. 

Questi, in sintesi, i dati di un rapporto Istat sulla sicurezza stradale. Globalmente in Veneto nel 2014 si sono verificati 13.958 incidenti, che hanno causato la morte di 325 persone e il ferimento di altre 19.512. Rispetto all'anno precedente, è stato registrato un incremento degli incidenti (+1,2%), dei morti (+8,7%) e dei feriti (+2,8%), in controtendenza rispetto alle variazioni rilevate sul piano nazionale (pari a -2,5% per il numero degli incidenti, -0,6% per i morti e a -2,7% per i feriti). 

Sul piano della sicurezza stradale alla luce dei programmi europei, in Veneto, l'incidenza di utenti vulnerabili (bambini, giovani, anziani) classificati secondo l'età sul totale dei morti (44,9%) è leggermente inferiore alla media nazionale (46%). Nel suo insieme, il fenomeno è in diminuzione rispetto al 2010 (-17%), con una riduzione più accentuata fra i giovani (-38,6%) e i bambini (-49,9%). Gli utenti vulnerabili classificati secondo il ruolo (conducenti/passeggeri dei veicoli a due ruote e pedoni) deceduti, risultano in calo tra il 2010 e il 2014 sia in termini assoluti (-31 decessi) che in termini percentuali (-15,3%). Nel 2014 il peso relativo sul totale dei deceduti misurato nella regione (52,9%) rimane comunque superiore a quello nazionale (49,3%). Nel 2014 il maggior numero di incidenti (9.881, il 70,8% del totale) si è verificato sulle strade urbane provocando 152 morti (46,8% del totale) e 12.968 feriti (66,5%); su queste strade l'indice di mortalità è di 1,5 vittime per 100 incidenti. Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane, con un indice di mortalità pari a 3,7 in autostrada e a 4,4 nelle altre strade extraurbane. 

Rispetto all'anno precedente, i sinistri aumentano del 16,8% nelle autostrade e dello 0,5% in ambito urbano e sulle altre strade extraurbane. Sul piano statistico, la quota più elevata di incidenti avviene lungo un rettilineo, sia sulle strade urbane che su quelle extraurbane (rispettivamente 43,7% e 50,9% del totale). In ambito urbano, inoltre, gli incidenti che si verificano nei pressi di una intersezione rappresentano il 25,8% del totale, seguono quelli che avvengono in corrispondenza di un incrocio (15,2%) e in curva (7,7%). Nelle strade extraurbane il 17,7% degli incidenti si verifica in curva, il 17,1% nei pressi di una intersezione e l'8,6% in corrispondenza di un incrocio. La maggior concentrazione degli incidenti (62,3% del totale) è stata registrata nel periodo tra aprile e ottobre, con una flessione in agosto. La mortalità più elevata è nelle ore notturne, tra le due e le cinque. La guida distratta, il mancato rispetto delle regole di precedenza, il mancato rispetto della distanza di sicurezza e la velocità troppo elevata sono le prime quattro cause di incidente, per un totale del 57,1% dei casi.

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