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Incidenti stradali Mirano

Emanuele Piccolo, i professori del Levi Ponti di Mirano: «Era uno dei migliori»

Il 18enne di Villanova di Camposampiero ha perso il controllo della Kawasaki che guidava sabato finendo contro un albero e perdendo la vita. Frequentava il quinto anno di "Tecnologie e manutenzioni". «Allo stage era piaciuto, l'azienda voleva assumerlo»

«Era uno dei migliori. Quello che è successo è uno shock per tutta la scuola». A parlare sono i professori del Levi Ponti di Mirano, l'istituto superiore frequentato da Emanuele Piccolo, il 18enne di Villanova di Camposampiero a Padova che sabato ha perso la vita in sella a una Kawasaki 600 mentre andava a giocare la partita degli Juniores dell'Us Torre calcio. Erano circa le 14. Emanuele piccolo doveva già essere in campo ma non vedendolo arrivare i compagni di squadra hanno dato l'allarme e il direttore sportivo, Ivo Segafredo, ha contattato la famiglia. Il giovane aveva avuto un incidente in moto, si era saputo, a poche centinaia di metri da casa nel quartiere Murelle di Villanova. Ma nessuno ancora aveva appreso che quell'impatto in via Cornara, in sella a una Kawasaki 600 intestata a suo padre Nicola, per Emanuele era stato fatale. 

«Era tranquillo, un ragazzo diligente appassionato di calcio e di moto -  continuano i professori dell'indirizzo Tecnologie e tecniche d'installazione e manutenzione del quinto anno del Levi Ponti, frequentato anche dal giovane 18enne scomparso sabato - Era andato a fare uno stage essendo al quinto anno e l'azienda era rimasta tanto soddisfatta della sua prestazione che si era parlato di assunzione dopo il diploma - raccontano i docenti di Emenuele Piccolo - Era un bravo studente, i compagni gli volevano bene. Ne abbiamo sentiti alcuni e al momento sono sconvolti».

Sabato prima delle 14 Emanuele Piccolo stava andando a quella partita: una disputa importante, per questo forse non vedeva l'ora di raggiungere la squadra. Ma con l'asfalto viscido sembra abbia perso il controllo di quella moto di grossa cilindrata, della ruota posteriore specialmente, uscendo di strada e andando a sbattere contro un piccolo ponte che collega la carreggiata a un terreno agricolo. Emanuele Piccolo è finito contro un albero. La moto è volata circa 70-80 metri più in là, schiantandosi nel fossato. Per il 18enne ogni tentativo di rianimazione è risultato inutile. Più tardi è accorso il padre Nicola, classe 1968, a piangere di rabbia e disperazione per una tragedia inaccettabile a neanche 500 metri da casa. «Un ragazzo tranquillo, posato, mai fuori dalle righe - ricorda assieme a Segafredo il vicepresidente e direttore sportivo della prima squadra della Torre calcio, Sandro Scantamburlo - Emanuele era composto e sempre educato. Abbiamo perso un giocatore appassionato che aveva voglia di impegnarsi e dare il massimo».

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