Incidenti stradali

"Era meglio morissi anch'io": il dramma di Lorenzo Ottaviani, l'autista

"Pensavo si fosse bucata una ruota, non comandavo più il pullman": il resoconto dell'incidente in A13 dalle parole del conducente, scartata ipotesi del colpo di sonno, alcol test negativo

“Ho sentito il pullman sbandare improvvisamente a destra. Pensavo si fosse bucata una ruota, e non sono più riuscito a governarlo. Poi non so cosa sia successo". È quanto ha raccontato al fratello Fabio, Lorenzo Ottaviani, 39 anni, di Ardea, l'autista del pullman coinvolto nell'incidente di oggi sull'A13, in cui sono morte cinque persone. Egli è ricoverato sotto choc all’ospedale di Padova ma non rischia la vita.

Fabio e Lorenzo sono soci nell’azienda Ottaviani, proprietaria del pullman che oggi era partito da Aprilia per condurre un gruppo di ex carabinieri e di loro familiari a Jesolo, in occasione del XII raduno nazionale dell’Arma dei carabinieri. Fabio Ottaviani ha riferito di essere stato chiamato al cellulare dal fratello: "E' successa una tragedia, corri", gli avrebbe detto. Egli era già in viaggio per il Veneto, dato che sarebbe stato suo compito condurre il pullman nel viaggio di rientro a casa.

“Era meglio morissi anch’io”, questa la frase più drammatica tra quelle riportate al fratello dall’autista, che in sé riassume la tragicità della vicenda e i suoi lasciti nell’animo delle persone coinvolte. Dal resoconto fatto si potrebbe ipotizzare un guasto tecnico al mezzo, che ha fatto perdere il controllo al conducente. Difficile pensare a un colpo di sonno, dato che il pullman, partito all’una da Latina, si era fermato intorno alle 7.30, circa mezz’ora prima dell’incidente, nell'area di servizio di San Pelagio (Padova). Da domani, ha dichiarato Fabio, uscendo dal pronto soccorso dell'Ospedale di Padova dopo aver fatto visita al fratello, “non farò più questo mestiere. Mio fratello poteva morire e mio padre è svenuto appena lo ho informato di cosa era accaduto".

Sulla vicenda è intervenuto anche l'avvocato Pier Ilario Troccolo, di Padova, al quale si è affidato Lorenzo Ottaviani. Stando alle sue dichiarazioni, le analisi del sangue dell'autista sarebbero risultate negative all'alcol test. Il veicolo, inoltre, aveva cambiato le ruote 10-15 giorni fa e aveva passato senza problemi la revisione. Ottaviani si sarebbe dato da fare, ha aggiunto Troccolo, “per salvare i passeggeri. Si è buttato nel fosso ed ha aiutato chi ne aveva bisogno". Nel breve incontro avuto all'ospedale di Padova, il suo assistito avrebbe raccontato di essere stato sveglio nel momento dell’incidente: "Mi ero fermato venti minuti prima nell'area di servizio, mi ero lavato il viso ed avevo bevuto solo un caffè. Poi sono ripartito e viaggiavo a circa 80 chilometri orari; non avevo fretta, ero in anticipo. All'improvviso il pullman ha avuto una brusca sterzata a destra e se pur giravo il volante il mezzo proseguiva dritto finendo sul guardrail che ha fatto da trampolino. Il pullman si è alzato e poi si è adagiato cadendo sul fianco destro".
Ottaviani ha riportato così le fasi concitate della tragedia, sottolineando di aver salvato due donne: "ho visto una testa dentro il pullman pieno d'acqua e ho rotto il finestrino tirandola fuori. Ero frastornato, non sapevo più cosa fare".

Ad attendere che Lorenzo venga dimesso, anche suo cognato, il quale ha rivelato che l’autista sarebbe rimasto ferito ad un ginocchio, avrebbe subito un forte colpo all'addome e avrebbe vari tagli alle mani. A casa, ad attenderlo, la moglie Barbara e i figli di 12 e 15 anni.

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