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L'incidente

L'incidente

Investe e uccide un pedone, poi scappa: arrestata una giovane

Il tragico incidente stradale domenica mattina nel territorio di Martellago. Inutili i soccorsi. In manette una operaia 25enne romena di Noale

Non c'è stato nulla da fare. Scaraventato a terra e trascinato per una quarantina di metri, dopodiché lasciato senza vita sull'asfalto. Tragedia che lascia senza parole a Olmo di Martellago domenica mattina, quando un 79enne del posto, Gino Stevanato, ex barbiere di Marghera, è morto dopo essere stato investito da un Toyota Rav4 in corrispondenza delle rotonda di Papa Giovanni XXIII, nel territorio del Comune di Martellago. L'incidente dieci minuti prima delle 7, quando l'anziano, residente in via Cattaneo, aveva deciso di portare fuori il cane per una passeggiata. Come faceva ogni giorno.

Da quel giro, però, i famigliari non l'hanno più visto tornare. Il pensionato, vedovo e padre di due figlie, non solo è stato ucciso sul colpo a causa dei gravi traumi riportati, ma non è stato nemmeno soccorso dal conducente del veicolo, il quale ha preferito pigiare il piede sull'acceleratore e scappare. Nella tarda mattinata la svolta: i carabinieri durante il sopralluogo, oltra a dei pezzi di carrozzeria hanno individuato un frammento di targa a lato della carreggiata, volato via a causa dello schianto. Il ritrovamento in corrispondenza del fossato. E' stato soprattutto grazie a questo elemento se i militari dell'Arma sono riusciti a identificare il proprietario del veicolo, residente a Noale. Una volta che le forze dell'ordine si sono presentate alla sua abitazione, però, si è scoperto che il Suv non era nella sua disponibilità.

Al volante c'era infatti una 25enne poi arrestata, P.A.M., di ritorno poco prima delle 7 di mattina da una nottata passata tra i locali veneziani. L'operaia dopo il fattaccio è tornata nella sua abitazione di Noale, barricandosi in casa. Solo dopo diverso tempo si è consegnata ai carabinieri, che l'hanno poi portata in caserma a Martellago per gli accertamenti. A incastrarla gli inequivocabili danni sulla carrozzeria del Toyota (nascosto nel garage), oltre che il frammento di targa. Per lei sono scattate le manette per omissione di soccorso, oltre che per omicidio colposo. In più non avrebbe potuto trovarsi al volante, visto che la sua patente era stata revocata. Denunciata anche l'amica che si trovava al suo fianco al momento dell'incidente, una 29enne connazionale dell'arrestata.

Grande commozione e rabbia a Olmo di Martellago per l'accaduto: anche sui social network è stato subito un diluvio di condoglianze per la famiglia della vittima (il 79enne aveva due figlie) e di messaggi contro chi ha preferito allontanarsi dalle proprie responsabilità. La prima a prestare soccorso alla vittima sarebbe stata un'infermiera che si era accorta della presenza del corpo privo di coscienza a lato strada. Ma fin da subito si è capito che la situazione era ormai compromessa. Sul luogo dell'incidente sono giunti anche i parenti, che nell'immediato hanno chiesto giustizia alle forze dell'ordine intervenute, capaci di chiudere il cerchio in poche ore.

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