Domenica, 21 Luglio 2024
Incidenti stradali Mestre Centro / Viale Ancona

Sedicenne investito in monopattino. L'ombra delle consegne "in nero" per una piattaforma

L'incidente giovedì. Indagini del Motorizzato della polizia locale. Sta meglio il ragazzo. L'associazione riders Venezia teme fosse in servizio irregolare di recapito pasti. «Passaggio della licenza: fenomeno troppo diffuso e pericoloso. Le piattaforme controllino»

Sta meglio. Il sedicenne bengalese investito giovedì in viale Ancona, a Mestre, non è più in Rianimazione. Quel pomeriggio lo hanno visto cadere dal parabrezza in frantumi di una macchina, che lo ha colpito, e sbattere a terra. In condizioni serie, l'ambulanza lo ha portato via e all'ospedale a Mestre lo hanno ricoverato che era grave. Ora è fuori pericolo rispetto a giovedì, quando a bordo di un monopattino è stato investito da una macchina che andava verso via Torino. Ma ha rischiato la vita.

L'auto, che non ha avuto il tempo di fermarsi ed evitarlo, è andata distrutta e il reparto Motorizzato della polizia locale di Venezia è ancora impegnato alla ricostruzione dei fatti, attraverso le immagini delle diverse telecamere che sorvegliano la zona, centrale e ben monitorata. Il dubbio rimane invece sul motivo della corsa in monopattino. C'è chi afferma di aver visto l'impatto. Dicendo che il giovane aveva sulle spalle uno zaino da cui è volato a terra del cibo pronto. Roba da mangiare, patatine sparse e sacchetti. Insomma, pare stesse facendo una consegna operando come rider a bordo di un mezzo "anomalo" perché insicuro per svolgere questa mansione in mezzo al traffico.

«Se, come sembra, il ragazzo stava lavorando con le piattaforme di consegna, c'è da capire se fosse sotto caporalato - afferma il segretario veneziano dell'associazione Ryder Italia, Giovanni Passino - Magari lavorava senza aver svolto il corso di sicurezza stradale, privo di assicurazione, di tutele e del certificato sanitario Haccp per la consegna degli alimenti». Un fenomeno denunciato da più parti a Mestre, dove si chiedono controlli perché sembra diffusa la pratica della cessione della licenza da rider, da parte del titolare, verso altre persone che la usano irregolarmente, dietro compenso, correndo rischi pesantissimi. In caso d'incidente con conseguenze gravi, svolgere questa mansione senza regole equivale a lavorare in nero. «Il fenomeno continua a imperversare anche a Mestre - continua Passino - servono verifiche su chi svolge materialmente il ruolo. Il pericolo è quotidiano».

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