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Crea, ubriaco al volante travolge e uccide sul colpo una donna in bici

E' successo ieri attorno alle 20: Lucilla Lazzarin stava attraversando una curva cieca, quando l'auto, proveniente dalla direzione opposta, l'ha colpita, facendola balzare ad alcuni metri

Stava passando con la sua bici lungo una di quelle strade vicino casa, percorse mille volte, quando un ubriaco alla guida di una vecchia Golf nera, lanciatosi a forte velocità l'ha travolta, uccidendola. E' successo ieri sera, poco prima della 20, a Crea, su una strada secondaria che congiunge i comuni di Spinea e Mirano. La vittima è Lucilla Lazzarin, 60 anni e un solo errore, quello di trovarsi al centro della tremenda trama ordita dalla coincidenza. L'uomo che l'ha condotta alla morte è P.C., un 25enne (classe 1987) di origine polacca senza fissa dimora.

La donna stava attraversando una curva cieca a gomito, dove il limite è di 30 chilometri orari, quando l'auto, arrivata in direzione opposta, ha perso aderenza, impattando sulla bici. Il colpo è stato talmente forte che la signora, morta sul colpo, è stata sbalzata a molti metri di distanza. L'auto (che secondo alcuni testimoni viaggiava oltre i 100 chilometri orari), usando un terrapieno come rampa, è finita ad una trentina di metri dal luogo dello scontro, ancora adagiata su quattro ruote, trascinando la bici con sé. Uscito miracolosamente indenne, l'investitore si sarebbe acceso una sigaretta e sarebbe tornato a sedersi sul sedile.

Sul posto sono giunti i soccorritori del Suem, poi i carabinieri di Mirano che hanno arrestato l'uomo. Dopo gli accertamenti in caserma, è stato condotto all'ospedale per essere sottoposto alle analisi del sangue, per accertare lo stato di ebbrezza.

 

Si tratta di un copione già letto mille volte, ma che comunque non cessa di diffondere rabbia. Quella implacabile e rovente del marito della vittima, Giovanni Sbrogiò, ha assunto i toni dell'accusa, rivolta in primis a quello che lui ritiene un assassino. "E' stato un omicidio premeditato", avrebbe detto, mentre, assieme ai familiari, vegliava il corpo della donna, in attesa dell'arrivo delle pompe funebri. Ma è un'accusa che si allarga anche alla pericolosità di via Crea, teatro della tragedia, attraversata ogni giorno da mamme e bambini.


Increduli i residenti, che hanno raccontato di aver udito sgommate e altre "prodezze" da pista in strada, senza aver avuto il tempo di avvisare le forze dell'ordine, prima che la disgrazia si consumasse.

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