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Mortale di San Donà: "Giuliano Babbo vittima incolpevole di una gara d'auto clandestina"

L'incidente alle 23 di giovedì. Un'Alfa 147 e un'Audi A3 sfrecciano a tutta velocità, uno dei conducenti perde il controllo e investe una Ford Focus. Due in manette

La vicenda si è conclusa con un doppio arresto. Sarebbe stata una gara automobilistica clandestina - secondo quanto ricostruito dai carabinieri - a mettere fine, giovedì sera attorno alle 23, alla vita di Giuliano Massimo Babbo, 53enne di Eraclea investito in pieno da un’Audi A3 mentre si trovava alla guida della sua Ford Focus, di ritorno dalla fabbrica di Salgareda nella quale lavorava. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare, deceduto poco prima dell’arrivo dei sanitari del 118. Testimoni oculari hanno riferito ai carabinieri locali, giunti sul posto a stretto giro di posta, di aver visto darsi alla fuga appiedata l’autista dell’Audi, un giovane che in breve tempo ha fatto perdere le proprie tracce.

SAN DONA' SOTTO SHOCK: "BUTTATE VIA LA CHIAVE"

Secondo un comunicato diffuso dai carabinieri, i testimoni che hanno assistito alla scena hanno segnalato la presenza di due auto, un’Alfa 147 ed un Audi A3, intente ad effettuare una gara di velocità: guidavano in modo sfrontato, rendendosi protagonisti di sorpassi azzardati. Durante il testa a testa, il conducente dell’Audi, dopo aver effettuato un sorpasso in curva, ha perso il controllo del mezzo, andando ad invadere la corsia di marcia opposta e scontrandosi frontalmente con la Ford Focus.

I COLLEGHI DI SUSEGANA:  "GIULIANO CI MANCHERÀ"

I primi accertamenti dei militari hanno permesso di appurare che l’Audi, sebbene intestata ad una donna italiana residente nel Padovano e regolarmente assicurata, in realtà era in uso a K.K., kosovaro classe 1996, residente a Cessalto. Le prime ricerche in zona del ragazzo hanno dato esito negativo e pertanto i carabinieri di San Donà, col supporto dei colleghi di Cessalto ed Oderzo, si sono recati direttamente a casa del ragazzo.

Dopo l'iniziale appostamento delle forze dell'ordine, l'Alfa 147 è giunta nella notte in prossimità della residenza del 21enne, con a bordo due persone, ma di K.K. nessuna traccia. A seguito della perquisizione del veicolo, i militari hanno trovato un asciugamano intriso di sangue, e a quel punto i due giovani non hanno potuto far altro che ammettere di aver accompagnato l'amico in ospedale a Trieste, a loro dire rimasto vittima di una rissa in zona.

La centrale operativa ha quindi contattato quella del capoluogo friulano, che a seguito di verifiche all'ospedale Cattinara ha accertato la presenza del 21enne, con escoriazioni e contusioni tipiche a quelle di un incidente automobilistico, sebbene lo stesso dichiarasse di essere caduto semplicemente dalle scale. Due versioni differenti quelle fornite dal diretto interessato e dai due giovani fermati a Cessalto: una conferma ulteriore della propria responsabilità.

Il ragazzo, prima che potesse lasciare l’ospedale o addirittura il Paese, è stato condotto nella caserma di via Carbonera a San Donà, per gli accertamenti del caso. Sentiti anche i testimoni presenti al momento dell’incidente, i militari hanno ricostruito la dinamica dell’evento. Il 21enne è stato quindi riconosciuto come il conducente dell’Audi A3 che si era dato alla fuga, e la sua posizione è ulteriormente peggiorata dopo che i carabinieri hanno verificato come non avesse mai conseguito la patente di guida.

Interpellato il pm di turno, i militari hanno messo le manette ai polsi al 21enne per il reato di "omicidio stradale", con l’aggravante della fuga. Arrestato per concorso nello stesso reato ed omissione di soccorso anche B.E., kosovaro di 26 anni, che si trovava alla guida dell’Alfa Romeo 147 durante la presunta gara di velocità. I due sarebbero parenti. La convalida per entrambi si terrà con ogni probabilità venerdì.

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