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Non ce l'ha fatta il venditore di rose investito, è spirato in ospedale: "Non sia morto invano"

Bhuiyan Sahabuddin, bengalese di 48 anni, venne investito a Jesolo mentre attraversava con la bici sulle strisce pedonali. Non si era più ripreso. Il cordoglio della comunità locale

Dopo più di un mese di ricovero non ce l'ha fatta Bhuiyan Sahabuddin, il venditore di rose 48enne di nazionalità bengalese che il 14 maggio scorso venne investito mentre attraversava la strada in via Verdi a Jesolo Lido, all'altezza dell'intersezione con via Puccini. L'uomo è spirato durante le prime ore della mattinata di lunedì all'ospedale di Jesolo, dove era stato trasferito il 23 giugno. Fin da subito le sue condizioni erano apparse molto difficili: fin da quando, verso le 22, venne travolto da una Volkswagen bianca con a bordo tre ragazzi. In quel momento pioveva e la visibilità quindi non era delle  migliori. La vittima pare si trovasse sulle strisce pedonali. Il ferito venne trasportato d'urgenza all'ospedale dell'Angelo di Mestre, in terapia intensiva. Ci rimase fino al 7 giugno, quando venne trasferito nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di San Donà. Infine l'arrivo all'ospedale di Jesolo, dove purtroppo i medici hanno dovuto desistere. 

L'accaduto rinfocola le polemiche sulla sicurezza stradale nella località balneare: "Oggi ho appreso la triste notizia della morte del cittadino bengalese investito - dichiara Martino Sacilotto di Occhio Jesolano - era un brav'uomo e gli volevamo tutti bene. Questa tragedia mi ha fatto venire in mente la piccola Anna dalla Mora. Nonostante le numerose promesse fatte sui quotidiani per la messa in sicurezza della strada, nulla venne più fatto e tutto finì nel dimenticatoio. L'anno scorso, a un anno dalla sua morte, sulla pagina Facebook 'Occhio Jesolano' chiesi di effettuare qualche intervento e dopo alcuni giorni fecero le linee gialle prima dei passaggi pedonali. Chiedo quindi, a chi di competenza, che questa ennesima vittima non venga dimenticata e che vengano subito messi in pratica ulteriori interventi di messa in sicurezza perché i problemi sono sotto gli occhi di tutti, dalle strade ai marciapiedi sconnessi, fino all'alta velocità. Ai famigliari e alla comunità bengalese jesolana porgo le mie più sentite condoglianze".

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