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Individuato il pirata di via Beccaria, il 25 giugno uccise un uomo e scappò

Un operaio 40enne di Marghera è già stato interrogato dal pm Ancillotto, che ha poi dichiarato chiuse le indagini. L'uomo dovrà rispondere di omicidio colposo e omissione di soccorso

E' con ogni probabilità un operaio 40enne di Marghera, residente a poche centinaia di metri dal luogo dell'incidente, il conducente dell'auto pirata che ha travolto e ucciso, verso le 2e30 del 25 giugno scorso, in via Beccaria, il 59enne Adriano Cappelletti. Questo il risultato delle indagini condotte dagli uomini della polizia municipale di Venezia, illustrate oggi dal comandante generale Luciano Marini e dal responsabile della sezione motorizzata Stefano Carestiato.

I DETRITI E I FILMATI - L'inchiesta era partita da tre piccoli detriti sagomati ritrovati sul luogo dell'incidente appartenenti al veicolo che ha investito la vittima e da due filmati che ritraevano l'auto, di colore chiaro, in modo molto parziale. I pezzi rinvenuti sono risultati appartenere a una Bmw serie 1. I controlli incrociati sui veicoli di questo tipo, immatricolati in provincia di Venezia e nelle officine e carrozzerie, non avevano però portato ad alcuna svolta. Tuto è cambiato a metà settembre, quando, durante un normale servizio di pattuglia, era stata notata in un parcheggio a Marghera una Bmw dello stesso modello ma non compresa nell'elenco rilasciato dalla motorizzazione. Questo perché era stata importata dall'estero e non era stata immatricolata nella nostra provincia.

LA SCOPERTA DELL'AUTO - Il veicolo è stato sottoposto a sequestro. E le analisi successive hanno dimostrato che era sprovvisto proprio di quei pezzi di sottoscocca trovati sull'asfalto in via Beccaria. Questi risultati collocano la Bmw sul luogo dell'incidente. Gli agenti della municipale, poi, hanno controllato il traffico telefonico del suo proprietario, scoprendo che alcune telefonate, proprio nelle ore della disgrazia, erano partite da Marghera.

INDAGINI CHIUSE - Il 40enne, assistito dal suo legale, è già stato interrogato dal pm Stefano Ancillotto, che ha poi dichiarato chiuse le indagini. Dovrà ora rispondere dei reati di omicidio colposo (per cui rischia una condanna dai 2 ai 7 anni) e di allontanamento dal luogo del sinistro con omissione di soccorso (che prevedono rispettivamente una pena da 6 mesi a 3 anni e da 1 a 3 anni).

COMANDANTE MARINI - “Devo davvero fare i complimenti ai miei uomini – ha sottolineato il comandante Marini – per il tenace e brillante lavoro svolto. Ci tenevamo davvero a risolvere questo caso, anche per dare un segnale forte: che cioè gli investitori pirata, nella maggior parte dei casi, vengono, prima o poi, individuati. Nel 2011, per esempio, su 14 casi di questo tipo siamo già riusciti a risolverne 9, in linea con la media nazionale”.


SNDACO ORSONI - Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Giorgio Orsoni: "Credo che in questa, come in tante altre occasioni, il corpo della polizia municipale abbia dato prova di estrema competenza e professionalità".

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