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Cade in moto e sbatte la testa contro il guardrail, muore 25enne di Mestre

Tommaso Pegoraro, tecnico informatico, sabato stava percorrendo la strada regionale 252 tra Erto e Casso quando ha perso il controllo della sua Kawasaki e si è schiantato a terra

Una strada molto conosciuta e frequentata dai motociclisti per la sua lunga serie di curve e tornanti. Tommaso Pegoraro, 25enne tecnico informatico di Mestre, ieri mattina aveva deciso di percorrere la Regionale 252 assieme al padre, di cui era figlio unico, lo zio e la sua amata Kawasaki 750. Una gita per godersi le prime giornate primaverili e il panorama della diga del Vajont. Verso le 15.30, però, vicino ai paesi di Erto e Casso, il giovane ha perso il controllo del mezzo ed è caduto a terra in un tratto in curva colpendo con violenza il guardrail con il casco.

 

Alcuni centauri che si trovavano pochi metri più sotto hanno assistito allo schianto e hanno lanciato subito l'allarme. Nonostante l'arrivo dei sanitari del Suem di Maniago e l'elisoccorso di Udine, però, non c'è stato nulla da fare. Il decesso della giovane vittima è stato constatato verso le 16 dal medico dell'elicottero, appena atterrato.

La tragedia si è consumata al chilometro 94 della regionale 252, in un tratto sovrastante la diga del Vajont. Tra i primi a venire a conoscenza della morte sono stati il padre e lo zio, che stavano aspettando l'arrivo di Tommaso due chilometri più su.

Per permettere i rilievi dei carabinieri del nucleo radiomobile di Spilimbergo il tratto di strada interessato è stato chiuso al traffico, deviando per un'ora e mezza circa le auto verso una vecchia strada di Erto. Secondo le testimonianze raccolte dai militari dell'Arma, sembra molto probabile che l'incidente sia stato dovuto a una scivolata autonoma della vittima, che aveva conseguito la patente per la moto nel 2008, mentre si trovava in curva. L'asfalto, infatti, era asciutto e il tempo soleggiato.

 

Tommaso, che viveva con i genitori in via dei Rododendri a Campalto, era un ragazzo pieno di interessi. Si applicava sul lavoro con abnegazione e, oltre che per la moto, aveva la passione per il calcio a 5 e per il soft air, il gioco che simula situazioni di guerra potendo sparare cartucce di vernice ai propri avversari. Il giovane giocava a futsal con i Tigers Marghera, una squadra amatoriale che milita nel campionato Csi provinciale. Increduli i suoi compagni di squadra e l'allenatore. Venerdì, il giorno prima della tragedia, avevano vinto per 8 a 1. Sabato la sconfitta più grande.

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