Automobilisti indisciplinati: 18 incidenti ai passaggi a livello sulla Venezia-Trento

È il dato riferito al 2015: sono 84 i casi in tutto il Veneto, danni per mezzo milione di euro. Colpa del mancato rispetto del codice della strada e dell'alto numero di sbarre sulle strade

L’ultimo incidente risale al 13 gennaio sulla linea Venezia - Bassano: a Castello di Godego (Treviso) un’autogru troppo alta ha danneggiato la linea elettrica di alimentazione dei treni, causando l’interruzione del traffico ferroviario per oltre quattro ore. E i casi come questi sono decine: diciotto quelli avvenuti nel corso del 2015 sulla Venezia - Trento, 84 in totale i danneggiamenti ai passaggi al livello in tutta la rete ferroviaria veneta. 

Sono i dati riportati da Rfi, che evidenzia come all'origine di tutti gli episodi vi sia il mancato rispetto del codice della strada: nella quasi totalità dei casi si tratta infatti di urti di auto e moto contro le sbarre o gli apparati di manovra. La maggior parte di questi (64) è avvenuta nel Trevigiano, dove sono presenti 162 passaggi a livello; maggiormente interessate dall’abbattimento delle sbarre (in termine tecnico "tallonamento") sono state la Treviso - Vicenza (15) e la Treviso - Castelfranco - Belluno (20), seguite, appunto, dalla Venezia - Trento con 18 casi.

"Queste linee sono rappresentative di una situazione di eccessiva densità di attraversamenti stradali - spiega Rfi - che derivano dall’impianto Otto-Novecentesco della viabilità ferroviaria e stradale". Pesanti le conseguenze di questo genere di eventi: per le tre linee in questione, nel 2015, si sono registrate oltre 120 ore di ritardo ai treni. Il danno economico è stato di oltre mezzo milione di euro e sono state necessarie circa novemila ore di lavoro per le riparazioni. Rfi si sta comunque occupando di migliorare le condizioni di sicurezza con l'introduzione di sistemi di manovra avanzati, specifica segnaletica e adeguamento delle procedure manutentive.

Contemporaneamente sono stati avviati interventi per la soppressione dei passaggi sia pubblici sia privati. Nel 2015 ne sono stati avviati 16 e 13 sono previsti nel 2016: la realizzazione di opere alternative (cavalcaferrovia e sottopassi stradali) è sempre una scelta concordata con gli enti territoriali interessati, in primo luogo le amministrazioni comunali e provinciali. È stata proposta anche l’installazione di bande rumorose o dispositivi rallentatori di velocità.

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