Incidenti su lavoro, Zaia: "Veneto non è anno zero". Cgil, Cisl e Uil: "Assumere allo Spisal"

Stati Generali lunedì mattina in Regione, a palazzo Balbi, per fare il punto sul "bollettino di guerra che ha visto 170 morti dal 2015, 24 dall’inizio dell’anno". Nuovo tavolo entro fine mese

Dal rafforzamento della sicurezza e del personale addetto alle ispezioni, alla formazione, dall'educazione a scuola allo studio delle dinamiche degli eventi sui luoghi di produzione. È un piano d'intervento e un lavoro di prevenzione su tutti i fronti, quello che si è deciso di mettere in atto lunedì, a palazzo Balbi, contro gli incidenti sul lavoro. Regione, parti sociali, istituzioni territoriali e rappresentanti della sicurezza hanno dato il via agli stati generali, un tavolo che si riunirà nuovamente entro fine mese.

Controlli e formazione

Incrementare le verifiche degli ispettori, ma anche gli interventi educativi, più che repressivi, secondo la Regione Veneto costituisce un punto di partenza, in modo da creare un filo diretto tra Spisal e rappresentanti sindacali. Oltre alla maggior formazione, per i lavoratori e gli imprenditori, ai maggiori investimenti sulla contrattazione aziendale e territoriale, e in tecnologia, che può essere una preziosa alleata per evitare l’uso improprio di macchine e attrezzature. Sono alcune delle proposte emerse al tavolo istituzionale, convocato dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

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"Sicurezza è civiltà"

“Il Veneto non è all’anno zero in tema di salute e sicurezza sul lavoro - ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia -. Gli infortuni sul lavoro sono scesi dai 70.961 dei primi anni 2000, ai 34.674 del 2016 – ha ricordato il presidente – ma gli ultimi gravi casi di cronaca ci impongono di non abbassare la guardia. Siamo di fronte ad un vero e proprio ‘bollettino di guerra’: 170 morti sul lavoro dal 2015 ad oggi, già 24 dall’inizio dell’anno sino a metà maggio, di cui quasi metà tra agricoltura ed edilizia. Con un tasso di 18,87 incidenti per mille lavoratori nell’ultimo triennio, il Veneto è alle spalle di altre regioni ad alta densità aziendale come l’Emilia Romagna, l’Umbria e la Toscana, ma supera di due punti la media nazionale. La sicurezza sul lavoro è un tema di civiltà che non può lasciare nessuno indifferente: in gioco c’è il valore del lavoro e dei lavoratori. Investire in sicurezza vuol dire dare dignità alle persone che lavorano e rendere più efficiente l’intero sistema economico. Dagli stati generali del mondo del lavoro – ha sottolineato Zaia - mi aspetto proposte utili e indicazioni per elaborare un piano di azione sistematico e coordinato, da condividere a ogni livello, tra istituzioni pubbliche e servizi, sindacati, associazioni datoriali e di categoria, autonomie locali”.

Spisal e appalti

A stendere un primo ‘canovaccio’ su cosa si può fare concretamente sono state le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, presentando un documento congiunto al tavolo regionale che indica alcune priorità, a partire dal rafforzamento degli Spisal, con "un piano straordinario di assunzioni” e dal potenziamento del programma regionale epidemiologia occupazionale. I sindacati hanno messo sotto la lente, inoltre, il meccanismo degli appalti e la frammentazione dei contratti di lavoro, nonchè la necessità di rilanciare gli investimenti delle imprese nelle nuove tecnologie, e nella formazione dei lavoratori. Invitano inoltre a rendere permanente il tavolo regionale, al fine di avere una regìa unica tra i diversi soggetti impegnati nella prevenzione, controllo e formazione.

"Invertire la tendenza"

"Oggi - ha commentato Christian Ferrari della Cgil Veneto - è il primo atto importante, l'inizio di un percorso non facile né breve, con l'obiettivo di costruire una strategia complessiva che coinvolga tutti i soggetti. Abbiamo bisogno di segnali immediati di inversione di tendenza, come un piano di rafforzamento degli Spisal, che contano oggi 140 ispettori, contro ad esempio i 400 della Toscana". La Cisl, rappresentata da Gianfranco Refosco, ha deciso la programmazione di otto ore di sciopero. "Vedremo se le porremo in essere, dal momento che il clima che si è respirato oggi è certamente positivo - ha rilevato -, ma vogliamo vedere come sarà concretizzato, partendo dalla piattaforma presentata, che prevede rafforzamento degli Spisal, più coordinamento, formazione e lo sviluppo di una contrattazione a supporto della sicurezza".

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Inail

Soddisfatto anche il direttore dell'Inail, Daniela Petrucci: "Il tavolo sul coordinamento già esisteva, ma ben venga sia stato riattivato oggi. Sembra che il timing fissato dalla riunione sia molto pressante e, in settimana, noi daremo le nostre indicazioni per arrivare alla miglior soluzione. Da vari anni investiamo in programmi di sicurezza: Confindustria ha puntato molto sulla formazione e sulla definizione di procedure di sicurezza condivise con l'Inail".

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Comuni e associazioni

"Il tavolo - conclude il vicepresidente di Anci Veneto, Angelo Tosoni - è un ottimo strumento di lavoro per affrontare un tema prioritario anche per i Comuni: garantiamo la nostra disponibilità a collaborare per qualsiasi iniziativa e a dare il nostro contributo strategico per la sicurezza sul lavoro". "Occorre investire nella mappatura dei cantieri esistenti con misure di controllo che prevedano le notifiche preliminari e la vigilanza sull’applicazione del contratto dell’edilizia - spiega il presidente di Ance Veneto, Giovanni Salmistrari. Mentre Agostino Bonomo, di Confartigianato Veneto, spiega che: "serve più coordinamento tra istituzioni negli interventi di controllo". Il mondo agricolo, il più esposto in assoluto al rischio di incidenti mortali, con Luigi Bassani, direttore di Confagricoltura Veneto, ha sollecitato un ruolo di vigilanza persuasiva degli Spisal: “Non servono sanzioni più pesanti – ha chiarito – sono più efficaci controlli frequenti e reiterati, ad alta probabilità”.

“La tecnologia può aiutare molto in agricoltura – ha aggiunto il direttore di Coldiretti, Alberto Bertin – per esempio evitando ai conducenti di disabilitare la barra di sicurezza sui trattori che ne evita il ribaltamento”. Confindustria Veneto, rappresentata da Gabriella Chiellino, ha richiamato le buone prassi nella formazione per settore di produzione, e nella scuola, anche attraverso i progetti di alternanza scuola-lavoro, e ha invitato a riattivare il Comitato regionale di coordinamento. Andrea Polelli di Cna ha raccomandato percorsi di formazione su misura per le microimprese. Il sindaco di Valeggio sul Mincio, Angelo Tosoni, vicepresidente dell’Anci Veneto, ha richiamato la responsabilità delle istituzioni pubbliche e degli enti locali nell’affidare gli appalti: “Il massimo ribasso non si coniuga con il rispetto della sicurezza”, ha affermato.

Cooperative

Per il mondo delle cooperative, “vittime della concorrenza - ha ricordato Ugo Campagnaro di Confcooperative -, bisogna investire anche sui committenti, imprese, società, in modo che siano coinvolte sulla sicurezza e salute dei lavoratori delle imprese subappaltatrici". Per la direttrice dell’Inail Veneto, Daniela Petrucci, "investire sulla cultura del lavoro e sulla sicurezza paga: il costo della mancata sicurezza vale il 4 per cento del Pil – ha ricordato –. Le imprese che investono nel migliorare le condizioni di lavoro dei loro lavoratori sono le più performanti”.
 

Nuovo tavolo

"La prossima settimana vedrà la luce il piano strategico di chi fa cosa, in modo tale che si muoia e ci si infortuni di meno sui posto di lavoro", ha annunciato Zaia, al termine della riunione e ha aggiunto: "I finanziamenti non sono un problema, ma ci vuole la voglia di fare e di crederci fino in fondo. Quella odierna è la base di un lavoro proposto a tutto il tavolo, in modo tale che alla volta di lunedì prossimo ci siano le proposte. Ma ho chiesto anche gli impegni di ognuno rispetto a queste proposte"

Precedenti nel Veneziano

Quello alle Acciaierie Venete è solo l'ultimo nell'ordine di tempo: un incidente accaduto nel Padovano, due domeniche fa, che ha coinvolto quattro operai, investiti da una colata incandescente, di cui 2 residenti nel Veneziano, rimasti feriti. Il 24 aprile scorso, in un'azienda siderurgica di Marghera, un operaio 44enne è rimasto travolto da una balla di alluminio, riportando traumi a testa e gambe. Il giorno prima, invece, un operaio 60enne, precipitando dal quarto piano, mentre eseguiva dei lavori in un cantiere edile, ha trovato la morte. Il 3 aprile scorso, sempre a Marghera, un 55enne di Udine travolto da un camion è deceduto, mentre lavorava in via Righi. E il 24 gennaio scorso, in una ditta del Trevigiano, è morto un lavoratore 54enne di Quarto d'Altino, dopo essere stato schiacciato da un macchinario. Sono solo gli ultimi della catena di incidenti sul lavoro che dall'inizio dell'anno, in provincia di Venezia, hanno seminato, nelle aziende, ferimenti e decessi.

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