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Venerdì niente preghiere all'aperto: "Tre possibili zone per la comunità bengalese"

Mercoledì faccia a faccia tra il comandante della polizia locale, Marco Agostini, e la comunità che ha come riferimento il centro di via Fogazzaro: "I costi saranno a carico loro"

Intanto si cerca un luogo da affittare per questo venerdì e magari anche per il prossimo, dopodiché si spera che nel frattempo si sarà trovato il locale su cui puntare per continuare la propria attività religiosa. Si è concluso in maniera positiva, almeno secondo una nota diramata dal Comune di Venezia, l'incontro a Ca' Farsetti tra i rappresentanti della comunità bengalese e il comandante della polizia municipale, Marco Agostini, delegato dal sindaco Luigi Brugnaro per risolvere la questione relativa alla mancanza di uno spazio di preghiera per i fedeli islamici di origini bengalesi che avevano come punto di riferimento il centro culturale di via Fogazzaro a Mestre.

Lì da lunedì scorso è vietata l'attività religiosa, poiché il locale avrebbe destinazione dirigenziale. In vista del venerdì di preghiera, però, serve trovare un'alternativa, e alla svelta. La comunità bengalese si sta guardando intorno per trovare sedi idonee a portare avanti la propria attività. Giovedì si cercherà un luogo abbastanza grande da contenere tutti i fedeli che intenderanno partecipare alla preghiera. In "pole" per un affitto last minute ci sarebbe anche il PalaPlip di via San Donà, ma si vedrà nelle prossime ore come trovare la quadra. Alla peggio i bengalesi si sparpaglieranno tra le altre sedi dove si pratica il culto islamico in città.

Da Ca' Farsetti sono state indicate le aree su cui non ci sarebbero preclusioni di sorta per continuare l'attività di via Fogazzaro: quella di via Torino-via Ca' Marcello (su cui già l'associazione musulmana aveva messo gli occhi), quella dietro via Miranese e quella della stazione. Zone dove non ci sarebbero residenti, disinnescando quindi possibili proteste per eventuali rumori.

Nessuna protesta collettiva, dunque, nel giorno di Venerdì Santo. Nessuna preghiera collettiva nei parchi, come prefigurato la scorsa settimana in caso da Ca' Farsetti non si fossero trovate aperture. Alla riunione hanno partecipato il portavoce della comunità, Kamrul Syed, e il suo presidente, Mohamed Alì. "L'incontro - ha dichiarato Marco Agostini nel comunicato - è stato molto positivo. Tra le indicazioni che ci erano state prospettate dai rappresentanti della comunità islamica come strutture alternative alla sede di via Fogazzaro a Mestre, sono emerse tre possibili soluzioni che rispondono pienamente ai parametri che avevamo indicato. Tutte, infatti, rispettano i requisiti urbanistici e risultano idonee sia perché sono in grado di garantire la partecipazione alla preghiera per i cittadini di religione islamica sia perché sono situate in zone non residenziali". In verità, secondo la comunità bengalese, ancora delle alternative precise non ci sarebbero. Si visioneranno locali e spazi nei prossimi giorni.

Naturalmente si è discusso anche del capitolo costi: "Nel colloquio è stato ribadito che tutte le spese legate alla struttura ritenuta più idonea saranno a carico della comunità islamica e, quindi, non è previsto alcun onere a carico dell'amministrazione comunale - ha sottolineato il comandante - Da parte sua, l'amministrazione si è resa comunque disponibile a provvedere a eventuali variazioni di destinazione d'uso, così come previsto dalle vigenti normative regionali e nazionali in materia, nel caso in cui la soluzione scelta richieda questo passaggio".
 

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