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Immagine d'archivio

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Centro preghiera islamica a Jesolo: "No pregiudizi, ma serve edificio adatto al culto"

Dopo le polemiche delle scorse settimane e l'inagibilità contestata dal Comune all'associazione "L'Incontro", scambio di vedute tra esponenti della comunità e sindaco

Tutto ha avuto inizio lo scorso 22 aprile, giorno dell'inaugurazione del nuovo centro di preghiera islamico di via Aquileia a Jesolo. Nella specifica circostanza il Comune aveva contestato la mancanza di agibilità per l'immobile preso in locazione dall'associazione islamica "L'Incontro". Qualche momento di tensione, con alcuni fedeli che avrebbero comunque voluto pregare nel grande giorno, ma poi era prevalso il buon senso, con il portavoce della comunità islamica che aveva specificato che nessuno avrebbe pregato prima di avere le necessarie autorizzazioni.

Per stemperare la tensione, palpabile nelle ultime settimane, nella mattinata di mercoledì il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, affiancato dal vicesindaco Roberto Rugolotto e dall’assessore alla sicurezza Luigi Rizzo, ha incontrato i rappresentanti della comunità islamica, accompagnati dall’esponente di Sel Salvatore Esposito. "È stato un confronto dai toni distesi e volto al dialogo come mi auspicavo e nel quale abbiamo, come amministrazione, semplicemente ribadito alcune questioni che erano, peraltro, già note - spiega il sindaco - La prima riguarda l’utilizzo del locale preso in affitto. Da parte nostra non c’è alcuna preclusione perché all’interno si possa svolgere un’attività culturale come quella richiesta a patto che venga concluso l’iter per il rilascio dell’agibilità dell’immobile che, come più volte specificato, è stato oggetto di un condono dopo una cambio di destinazione d’uso e quindi necessita del rilascio di una nuova agibilità. La pratica è stata avviata, gli uffici sono in attesa della documentazione necessaria da parte di chi ha presentato la richiesta".

Per quanto riguarda l’aspetto che riguarda l’utilizzo del locale in affitto come luogo di preghiera, chiara la posizione dell’amministrazione. "Non siamo contrari al fatto che loro possano praticare il loro culto religioso, lo abbiamo più volte dichiarato e ribadito, e non c’è alcun tipo di pregiudizio in merito visto che Jesolo è da sempre una città aperta a tutti. Abbiamo cercato però di spiegare che per utilizzare un luogo come centro anche di preghiera oltre che per le attività culturali la comunità Incontro ha la necessità di trovare un immobile urbanisticamente compatibile con questo utilizzo, perché quello di via Aquileia, pur con l’agibilità, non ha quel tipo di destinazione. Sul fatto che Jesolo sia una città aperta a tutti e alla pratica di ogni religione senza alcuna preclusione lo dimostra il fatto che ogni anno viene concesso lo stadio Picchi per le celebrazioni della fine del Ramadan".

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