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Incontro con David LaChapelle: dal 12 aprile esposizione alla Casa dei Tre Oci

La presidente della commissione consiliare Attività culturali, Giorgia Pea, era alla presentazione della mostra lunedì organizzata in collaborazione con l'Università Iuav

La presidente della commissione consiliare Attività culturali, Giorgia Pea, è intervenuta lunedì all'aula magna Tolentini, all'anteprima dell'esposizione dell'artista David LaChapelle, organizzata in collaborazione con la fondazione di Venezia e l’Università Iuav. La mostra, allestita alla Casa dei Tre Oci dal 12 aprile fino al 10 settembre, presenterà oltre 100 immagini che ripercorrono la carriera dell’artista statunitense, dai primi progetti in bianco e nero degli anni '90 fino ai lavori, solo a colori, più recenti.

Opere divenute in gran parte iconiche e che gli hanno garantito un riconoscimento internazionale da parte di critica e pubblico. Come grande novità, la rassegna, prima monografica di LaChapelle a Venezia, propone l’anteprima mondiale di New World, una nuova serie realizzata negli ultimi 4 anni.

Sono 11 fotografie che segnano il ritorno alla figura umana e che ruotano attorno a temi come il paradiso e le rappresentazioni della gioia, della natura, dell’anima. Artista noto in tutto il mondo per l’unicità di un iperrealismo provocatorio, David LaChapelle ha racchiuso in un’unica visione carica di contraddizioni, ironia ed eccesso quella che il filosofo McLuhan ha definito età iconica. Partendo dall’advertising, dalla Pop Art e dalla moda, LaChapelle ha fatto dell’icona il nucleo della sua ricerca.

Con lo stesso linguaggio glitterato della finzione le sue fotografie urlano attraverso colori elettrici, superfici laccate e un nudo sfacciato e aggressivo le ossessioni contemporanee, il rapporto con il piacere, il benessere, il superfluo e l’esigenza inappagabile di apparire. La mostra spazia dai celebri “ritratti” delle star degli anni ’80 e ‘90 a una riflessione sui concetti di sacro e sacrilego (da cui la serie The Deluge ispirata al Diluvio Universale della Cappella Sistina) fino all’indagine surreale dedicata al paesaggio, dove impianti petroliferi e stazioni di rifornimento sono ricostruiti attraverso materiali riciclati, cartoni delle uova, bigodini, schede madri per pc, cannucce.

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