I porti lagunari vivono di industria, commercio e turismo: in primo piano lo scavo dei canali

Musolino incontra i rappresentanti degli scali di Venezia e Chioggia giovedì. Sul tavolo anche la vertenza che interessa la Nuova Clp. Venerdì l'assemblea della compagnia con i sindacati

Porto di Venezia, archivio

Il presidente dell'Autorità di Sistema portuale Pino Musolino ha incontrato una delegazione di rappresentanti e operatori delle comunità portuali veneziana e chioggiotta, giovedì. Traffici mercantili e passeggeri, di entrambi gli scali lagunari, sempre in primo piano. Tutte le parti concordano sulla necessità di continuare a crescere in particolare nei settori delle rinfuse, container, project cargo e Ro-Ro, esprimendo la loro predisposizione multi-purpose e sfruttando le possibilità offerte dalla nuova Via della Seta.

Grandi navi e gpl

In relazione alle recenti riunioni ministeriali in tema di grandi navi e sui possibili risvolti per il porto di Chioggia, nell’eventualità che Val da Rio si riveli la località prescelta per il nuovo terminal crocieristico, il presidente Musolino ha ricordato che la questione dell'impianto gpl può, a questo punto, trovare una soluzione solo a Roma, dove il Mit (ministero dei Trasporti) e il Mise (ministero dello Sviluppo economico) devono istituire delle commissioni autorizzative che possano intervenire decidendo.

Scavi e fanghi

Gli scavi dei canali restano in primo piano. Con la questione dei sedimenti che interessa tutte le attività di dragaggio manutentivo dei canali di Venezia e di Chioggia. La posizione condivisa è che serva una forte accelerazione per superare l’attuale situazione di impasse provocata dalla mancata sostituzione del protocollo fanghi, un documento redatto nel 1993. Quella certificazione non è in grado di garantire la necessaria operatività, in riferimento a una laguna che ha progressivamente modificato i profili dei sedimenti, oggi molto meno inquinanti degli scorsi decenni. Questa discrepanza si ripercuote sulle manutenzioni ordinarie dei porti che diventano economicamente insostenibili, poiché i fanghi dragati devono essere spesso trattati come pericolosi rifiuti speciali, anziché essere utilizzati per ricostituire le barene e ripianare le casse di colmata. Occorre individuare subito nuove aree dedicate al conferimento dei fanghi, fondamentali per il mantenimento dell’operatività degli oltre 60 chilometri di canali portuali gestiti dall’Autorità di Sistema Portuale.

Aree portuali

La discussione ha toccato anche il tema del documento di Programmazione Strategica di Sistema, in fase di redazione, da cui partirà la revisione dei Piani Regolatori portuali di entrambi i porti. La definizione delle aree con funzione di interazione porto-città è, a seguito della riforma del 2016, un passo fondamentale per poi procedere a finalizzare i due piani. L’Autorità di sistema portuale sta interagendo con le amministrazioni comunali per giungere a un’intesa in tempi rapidi, permettendo di progettare e rilanciare al più presto lo sviluppo delle aree portuali.

Vertenza

Sul tema della vertenza sindacale che interessa la Nuova Compagnia Lavoratori Portuali, l’Autorità ha ribadito l’impegno costante nel tentare di ricomporre il contrasto in seno alla cooperativa, per quanto l’ordinamento non permetta all’Autorità di intervenire direttamente nelle questioni finanziarie e interne della società, ma consenta solo di svolgere un ruolo di regolatore, controllore e di “stanza di compensazione” per le parti interessate. «Sembra che ci stiamo avviando verso una soluzione - ha detto accennando brevemente alla vertenza Andrea D'Addio della Uil Trasporti Veneto -. Saremo domani in assemblea con i vertici della Nuova Compagnia dei lavoratori portuali: sembra di intravedere uno spiraglio per i dipendenti e la loro esigenza di riaffermare la dignità occupazionale, rivendicando maggiore tempo da dedicare alle famiglie e ai figli. Solo venerdì, e dopo il confronto con i lavoratori, potremo avere un quadro più chiaro della situazione».

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