Profughi a Eraclea, cittadini furiosi col prefetto: c'è l'opzione caserme

Domenico Cuttaia sabato ha incontrato residenti e operatori turistici. Lunedì al tavolo regionale si potrebbe decidere un trasferimento

Ora che l'emergenza è peggiorata sempre più si guarda anche nel Veneziano alle caserme. Perché il modello di accoglienza diffusa proposto fin dall'inizio dal prefetto Domenico Cuttaia è naufragato di fronte ai no di gran parte dei sindaci lagunari. L'arrivo di migranti è però continuato e l'improvviso trasferimento di circa 150 profughi (ora sono una ventina di meno perché alcuni se ne sono andati) a Eraclea Mare è diventato un caso di eco nazionale.

Sabato pomeriggio il prefetto di Venezia ha voluto rendersi conto di persona del residence in cui questi "transitanti", come ora li si chiama, sono alloggiati. Una struttura a un chilometro dal mare: gli operatori turistici sono alle prese con una pioggia di disdette e i residenti sono preoccupati per come la situazione evolverà. Per questo motivo il titolare di Ca' Corner ha voluto un confronto con loro e si è recato nella località balneare, al centro di educazione ambientale Ex Fornace.

Ad attenderlo circa 200 cittadini arrabbiati per le novità degli ultimi giorni. Volevano risposte e alternative, le quali forse si troveranno lunedì pomeriggio durante il tavolo regionale che si terrà in laguna con i prefetti delle varie province e gli enti locali. Durante il faccia a faccia, cui c'è da sottolineare il prefetto non si è sottratto, è tornata d'imperio l'idea dell'utilizzo delle caserme. "Il prefetto ha dichiarato che se saranno messe a disposizione le tende potrebbe esserci un trasferimento alla ex caserma di Ca' Turcata - ha spiegato il sindaco Giorgio Talon - Certo si è reso conto che nel residence non possono stare".

L'atmosfera è stata calda fin da subito, con vibranti contestazioni da parte dei presenti a Cuttaia, il quale ha annunciato che ci sono altri 150 migranti che devono ancora trovare un alloggio in provincia. "Chiederò alla conferenza dei sindaci un aiuto - continua Talon - perché se tutti collaboriamo la quantità di profughi diventa minima da gestire". Il titolare di Ca' Corner ha promesso un aumento del numero dii forze dell'ordine sul territorio per mantenere calma la situazione, non negando più la possibilità sempre più concreta che per ospitare i profughi possano venire allestite delle caserme ancora in uso. In modo da averle subito a disposizione. Una tra queste è appunto quella di Ca' Turcata.

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