Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Lido

Il futuro del San Camillo rimane in forse, sindacati preoccupati per i lavoratori

Ancora possibile, anche se nessuna trattativa sarebbe aperta, il passaggio della struttura del Lido all'Ulss 3. Ma alcuni dipendenti non avrebbero le carte in regola. Incontro in Prefettura

Schiarita tra sindacati e dirigenza dell'istituto San Camillo del Lido di Venezia, anche se l'attenzione dei rappresentanti dei lavoratori continua a essere elevata. Perché ancora la situazione appare fluida, con la possibilità che l'istituto possa passare di mano, sotto l'egida dell'Ulss 3 "Serenissima". Un'eventualità che porrebbe diversi problemi, soprattutto dal punto di vista occupazionale. Per questo motivo i dipendenti della struttura di recente avevano dichiarato lo stato di agitazione. Lunedì mattina in prefettura c'è stato un incontro tra Cgil-Fp, Cisl-Fp e UilFpl e i rappresentanti del San Camillo, oltre che della Fondazione Opera San Camillo. Un faccia a faccia al termine del quale i sindacati hanno deciso di sospendere la protesta, di fronte alle rassicurazioni della controparte. O meglio, all'impegno affermato dalla dirigenza nel superare gli ostacoli che avevano indotto i lavoratori ad alzare la voce. 

Nel corso della riunione le organizzazioni sindacali avrebbero fatto presente di essere venute a conoscenza dell'intenzione della Fondazione Opera San Camillo e della Fondazione Ospedale San Camillo di cedere le strutture. Hanno aggiunto che l'azienda sanitaria "Serenissima" avrebbe emanato una delibera per valutare l'eventuale acquisizione delle stesse. Ciò, secondo i sindacati, avrebbe conseguenze pesanti, non solo perché potrebbe comportare eventuali delocalizzazioni, ma soprattutto perché molti lavoratori non avrebbero i requisiti per passare alle dipendenze di un ente pubblico. Rilievi cui i rappresentanti del San Camillo hanno risposto sottolineando che, al momento, non sarebbero in corso trattative di alcun genere. La prefettura ha comunque chiesto alle fondazioni di avviare al più presto, in via preventiva, un percorso per superare le eventuali criticità che potrebbero ostacolare l'inserimento dei dipendenti in un ente pubblico. 

"Come Cgil  - spiega Marco Busato della segreteria Fp Cgil di Venezia - abbiamo chiesto, a fronte delle persistenti voci sulla vendita della struttura, la tutela occupazionale di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori; il mantenimento dei servizi, dato anche il contesto in cui si trovano ospedale e Rsa e l’apertura del tavolo di confronto sulla probabile vendita. Inoltre – aggiunge - abbiamo sottolineato come lo stato agitazione del personale si è determinato non avendo mai ricevuto risposta alle nostre richieste di incontro dei mesi scorsi. Ci è stato risposta dall’amministratore delegato che non ci sarebbe alcun accordo siglato sulla vendita delle due strutture, e che sarebbe in corso una valutazione di privati per l’acquisto della Rsa Stella Maris e della Ulss 3 per l’acquisizione del San Camillo. Sarà aperto - conclude - un tavolo di confronto per mantenere i livelli occupazionali. Lo stato di agitazione sarà sospeso in attesa che si esprimano i lavoratori durante l'assemblea di lunedì prossimo". 
 

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