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Lotta ai venditori abusivi, i sindaci duri: "Il Parlamento che si muova"

Incontro tra alcuni primi cittadini del litorale veneziano e friulano giovedì a Jesolo: "Chiediamo norme più severe e un patto di legalità"

Un patto tra tutti i sindaci del litorale per alzare la voce in Parlamento e chiedere più mezzi e norme per combattere il fenomeno del commercio abusivo sulle spiagge. E per iniziare un comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica congiunto tra Veneto e Friuli coordinato dalle prefetture di Venezia e Udine per individuare una via d’intervento comune.
 
Queste le principali indicazioni uscite dal convegno che si è svolto giovedì pomeriggio nella sala consiliare del Municipio di Jesolo sul tema del fenomeno del commercio abusivo sulle spiagge. Organizzato e voluto dal sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, ha visto la partecipazione di sette primi cittadini dei Comuni delle località venete e friulane che si affacciano sull’Alto Adriatico: Pasqualino Codognotto (San Michele al Tagliamento), Luciano Striuli (sindaco di Caorle), Claudio Orazio (sindaco di Cavallino-Treporti), Luca Canotto (sindaco di Lignano Sabbiadoro), Italo Trevisiol (vicesindaco di Eraclea), Barbara Penzo (assessore alla polizia locale di Chioggia), Edoardo Maricchio (sindaco di Grado).
 
«L’iniziativa di questo convegno sulla sicurezza e sul commercio abusivo è nata dopo l’episodio del luglio scorso quando un gruppo di ambulanti per sfuggire ai controlli della polizia locale si è rifugiato in mare e là è rimasto fino a quando gli agenti non se ne sono andati – spiega Zoggia -. Dopo quell’episodio ho pensato: bisogna fare qualcosa e farlo tutti assieme. Ed è così nata l’idea di questo convegno con tutti i sindaci del litorale allargato anche al Friuli e, speriamo in futuro, che possa coinvolgere anche la Riviera Romagnola. Abbiamo presentato i risultati di un sondaggio che certifica la percezione dei turisti e dei bagnanti al problema del commercio ambulante e abusivo sulle spiagge e come sindaci chiediamo nuovi strumenti: non solo più uomini, più forze dell’ordine presenti ma anche e soprattutto strumenti legislativi, che diano pene certe, una sorta di protocollo che possano attuare tutti i sindaci delle città del litorale Adriatico toccate dal problema. I dati, per Jesolo, parlano chiaro: 1358 verbali per commercio abusivo elevati nell’estate 2014 dalla polizia locale. 117.206 oggetti contraffatti sequestrati. 70 persone fotosegnalate per commercio abusivo. Numero importanti, che sono il termometro di un fenomeno che va combattuto per il bene delle nostre spiagge ma anche di chi produce e vende in rispetto della legge».

«Il commercio abusivo degli ambulanti è un problema che ci accomuna tutti, come sindaci delle località che si affacciano sulla costa dell’Alto Adriatico, non c’è distinzione tra Veneto e Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto Edoardo Maricchio, sindaco di Grado -. In seguito a questo incontro tra tutti i primi cittadini delle principali località turistiche che si affacciano sul mare confido che ne esca un protocollo che possa anche coinvolgere anche le città della Riviera Romagnola. Se siamo in tanti e chiediamo tutti la stessa cosa avremo una voce più forte e qualcosa di concreto da cui partire. I commercianti abusivi sono macchie intollerabili soprattutto per i commercianti onesti. Li abbiamo combattuti in tutti i modi, ma abbiamo capito che solo con degli strumenti legislativi più appropriati, con leggi e pene certe potremo tentare di risolvere una volta per tutte il problema. E questo vale per Grado come per Jesolo, Eraclea e penso anche per Rimini e Riccione».

Certezza della pena e un impegno in prima linea del Parlamento affinché proponga norme più efficaci per debellare il fenomeno, queste le due linee guida che bisognerà seguire secondo il sindaco di San Michele al Tagliamento Pasqualino Codognotto. "Poi bisogna dire che non tutti collaborano perchè questo fenomeno venga debellato - dichiara - Chi affitta gli appartamenti agli ambulanti per esempio. Serve un patto di legalità".
 
«Incontri come questo fanno bene non solo alle amministrazioni interessate ma anche a noi  che rappresentiamo le istituzioni – ha aggiunto il prefetto, Domenico Cuttaia – A questo punto, ascoltate le osservazioni e i risultati del sondaggio svolto dal Comune di Jesolo non disdegno di organizzare un Cosp congiunto con la prefettura di Udine come forma utile di corresponsabilizzazione e utilizzazione e di quelle, ahimè, non ricche risorse sia in termini di personale che di strutture di cui disponiamo. L’azione di controllo del territorio è quella della verifica sugli arrivi e sulle vie d’accesso alle località turistiche è un impegno ingente. Ma per rafforzare questo e per aiutare le amministrazioni comunali serve più personale, me ne rendo, conto ma, come chiedono gli stessi amministratori e anche le forze dell’ordine, anche norme di legge più severe da applicare. Una responsabilità che la poltica non deve più rinviare".
 

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