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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Continua l'incubo Patto di stabilità: se Venezia esce 540 lavoratori a rischio

Servono decine di milioni di euro per riuscire a rispettare i vincoli finanziari imposti da Roma. Altrimenti niente soldi per rinnovare i contratti. Predisposta la vendita delle quote Save

Si prospetta un Consiglio comunale di fuoco quello di lunedì prossimo a Mestre. Sul piatto la situazione di difficoltà in cui si trova Ca' Farsetti nello rispettare i vincoli del patto di stabilità. Mancano decine di milioni di euro all'appello, e se non si trovano in fretta, visto che la fine dell'anno si avvicina, la situazione diventerebbe drammatica a livello di trasferimenti statali.

L'emergenza principale sarebbe quella del lavoro, come riporta il Corriere del Veneto: non ci sarebbero più soldi per rinnovare i contratti a tempo determinato (nelle loro varie forme) tra chi è impiegato nella macchina burocratica del Comune o nelle sue aziende partecipate, ossia Actv e Veritas. In sintesi: rischierebbero il posto in 540. Non solo. Perché il taglio alle spese del personale imposto da Roma sarebbe di nove milioni di euro. Quindi coloro che si "salvano" potrebbero vedersi diminuire lo stipendio. Di nuove assunzioni neanche a parlarne.

In più il Comune si troverebbe di fronte all'impossibilità di accendere mutui e di avviare interventi di project financing. Per questo mercoledì sera la Giunta ha deliberato l'avvio della procedura amministrativa per l’alienazione dell’intera partecipazione detenuta in Save. La delibera, che dovrà ora essere proposta al Consiglio comunale, affronta l’ipotesi della vendita dell’intero pacchetto in proprietà del Comune costituito da 7.802.062 azioni, che potrebbe fruttare circa 50 milioni di euro.


Il problema sono i tempi, e soprattutto la scomparsa di Ca' Farsetti all'interno dell'amministrazione di uno dei soggetti fondamentali di sviluppo del territorio. Per questo il Consiglio lunedì si preannuncia bollente. In ogni caso questa sarebbe l'ultima spiaggia. Anche perché frutterebbe solo poco più della metà dei soldi necessari per salvarsi dal default. L'attenzione quindi si sposta sulla vendita dei territori di proprietà comunale a Porto Marghera dove dovrà sorgere il Palais Lumiere. Lo stilista Pierre Cardin, titolare del progetto, potrebbe spendere dai 40 agli 80 milioni di euro. Ma non è l'unica alienazione prevista: tra cui La Favorita al Lido, del valore di altri 40.

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