Indagini per fatture false, Igino Negro dimesso dal cda di Actv

Giro di evasione fiscale con base a Mestre scoperto dalla guardia di finanza. Undici le aziende coinvolte, alcune con sede a Venezia, Scorzé, Caorle e Mira

Finanza, archivio

Ufficiali le dimissioni di Igino Negro, il 5 luglio scorso, dal consiglio di amministrazione dell’azienda Actv. Tutto è partito da un giro di evasione fiscale, scoperto dalla guardia di finanza, che ha coinvolto decine di persone e 11 aziende, alcune delle quali del Veneziano. Indagato anche Igino Negro, che sarebbe stato la mente del giro, commercialista 60enne con ruoli importanti: membro del cda di Actv, consigliere dell’Istituto Santa Maria della Pietà di Venezia e componente del collegio sindacale di Cmv Spa, la società del Casinò.

L'indagine

Partita da un'agenzia funebre di Caorle con fatturato sospetto, nel 2016. Da lì i finanzieri della tenenza locale hanno coinvolto i colleghi di Venezia, risalendo ai professionisti mestrini che avevano architettato il sistema fraudolento. In tutto sono state ricostruite operazioni inesistenti e relative false fatture per circa 11.340.000 euro, per un importo evaso di oltre 3 milioni: con quei soldi i commercialisti avevano acquistato terreni, appartamenti (buona parte a Mestre) e automobili (tra cui una Jaguar). Tutti beni di cui la procura di Venezia ha disposto il sequestro, assieme ad alcuni conti correnti, disponibilità finanziarie e quote societarie. 

Fatture false ed evasione fiscale

Dalle indagini è emerso che quattro commercialisti si erano specializzati nell'individuazione di imprese disponibili a emettere fatture per operazioni inesistenti, in modo tale da creare costi fittizi da portare in deduzione e contemporaneamente generare crediti iva inesistenti. Questi crediti falsi venivano poi ceduti a soggetti effettivamente operativi, in compensazione di debiti tributari. Dopodiché le società emittenti venivano svuotate dei loro beni e cedute a prestanome oppure trasferite in altre regioni. In un caso, anche in Francia.

Dimissioni

 «Sono un gesto di responsabilità di chi ha come prima preoccupazione quella di salvaguardare il bene pubblico che gli era stato affidato - avevano commentato i consiglieri Ottavio Serena e Renzo Scarpa del Gruppo Misto di Venezia. -.  Il commercialista risulta anche presente nel cda di una delle attività dell'imprenditore Brugnaro. Inoltreremo un'interrogazione per chiedere conto al sindaco dei termini della questione considerato che sue sono le responsabilità delle nomine nei cda».

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