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Il dottor Luigi Nicolardi, direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Ulss 4 "Veneto Orientale"

Il dottor Luigi Nicolardi, direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Ulss 4 "Veneto Orientale"

La morte della piccola Sofia, inchiesta per omicidio colposo. L'Ulss 4: "Nessun allarme"

Il dottor Luigi Nicolardi, direttore del Dipartimento di prevenzione: "I cittadini del Veneto orientale possono stare tranquilli". Continuano le indagini per capire cosa sia accaduto

Due inchieste distinte, aperte dalle Procure di Trento (per omicidio colposo a carico di ignoti) e di Brescia, sul caso letale di malaria che ha colpito Sofia Zago, la bimba trentina di 4 anni morta in ospedale nella città lombarda per malaria. E' ancora giallo sulle cause per cui la piccola ha contratto la malattia, il cui ultimo caso "autoctono" risale a 30 anni fa. Gli esami, però, non lasciano dubbi: si tratta di Plasmodium Falciparum, la forma più aggressiva, trasportata da una "zanzara vettore" che in Italia non esiste più dopo le bonifiche. 

LE IPOTESI IN CAMPO

Le ipotesi finora aperte sono diverse, possiamo riasumerle in quattro categorie: una zanzara vettore potrebbe essere stata trasportata inconsciamente da un viaggiatore di ritorno da un Paese tropicale, un fenomeno conosciuto come "malaria da aeroporto", poichè alcuni casi si sono verificati, non in Italia, in persone che abitano in prossimità di aeroporti. La zanzara può vivere però anche diversi giorni quindi potrebbe essere stata trasportata, in linea teorica, da qualsiasi aeroporto italiano.

Potrebbe trattarsi del primo caso di Falciparum trasportato nelle ghiandole salivali di una zanzara autoctona oppure del primo caso di zanzara Anopheles presente in Italia dagli anni '50 ad oggi. In entrambi i casi, per quanto riguarda queste ultime due ipotesi, si tratterebbe di un'assoluta novità. Non si esclude che la piccola possa aver contratto la malattia in ospedale, lo ha ribadito anche il ministro Lorenzin, e questa è l'ipotesi più grave. Esperti ministeriali e medici di tre Aziende sanitarie (trentina, veneta e lombarda) sono al lavoro per far luce su questa opzione.

"I CITTADINI POSSONO STARE TRANQUILLI"

Il dottor Luigi Nicolardi, direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Ulss 4 del Veneto orientale, rassicura in una nota i cittadini: "Dalle indagini ambientali sulle specie di zanzare presenti in questo territorio, svolte negli ultimi anni, non risulta che ci siano zanzare del genere Anopheles in grado di trasmettere la malaria - dichiara - Qualche caso di malaria all'anno è stato accertato, ma ha riguardato esclusivamente residenti che si sono recati all’estero in zone endemiche, come l'Africa centrale e il sud est asiatico, senza adottare le misure di prevenzione che per questi viaggiatori sono consigliate". 

I consigli sono di utilizzare "insetto-repellenti", zanzariere, all’aperto e nelle ore serali vestire con abiti lunghi e preferibilmente di colore chiaro, assumere regolarmente il farmaco per la chemioprofilassi quando si viaggia in zone endemiche. "In questa Ulss - continua il dottor Nicolardi - è attiva una rete di punti ambulatoriali dove il personale si occupa anche di prevenzione delle malattie dei viaggiatori ed è disponibile a fornire tutte le informazioni ai cittadini che le chiedono. Direi - conclude - che i residenti possono stare tranquilli, perché l'insetto vettore che trasmette la malaria non c'è. Va comunque mantenuta alta l’attenzione nei confronti di queste malattie infettive a trasmissione vettoriale, per evitare che dopo vari decenni dalla loro scomparsa si possano ripresentare.

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