Cronaca

Morto dopo il malore in carcere, chiesta l'archiviazione. Dolore della madre: "Indagate"

È la seconda nel procedimento penale per accertare le eventuali responsabilità del decesso del 29enne Stefano Borriello: forti critiche dalla madre e dall'associazione Antigone

Una seconda rischiesta di archiviazione definita "inaccettabile". Per una madre, un dolore che si rinnova. È la vicenda, ancora dai contorni oscuri, del decesso di Stefano Borriello, di Portogruaro, morto il 7 agosto 2015 (all'epoca 29enne) all'ospedale di Pordenone. Vi era stato trasportato dal carcere cittadino, dove era detenuto, dopo aver accusato un malore. Le sue condizioni erano già gravi e non si è ripreso. Sull'ipotesi che non sia stato fatto tutto il necessario per salvarlo, le indagini sono in corso. Ma adesso dalla procura di Pordenone arriva la domanda di archiviazione del caso, la seconda.

"Sostenere che anche con adeguata e tempestiva cura Stefano non si sarebbe potuto salvare è come affermare che è inutile tentare di curarsi da una qualsiasi malattia perché non vi è certezza di guarigione - commenta la madre, Laura Gottai - Leggere le parole della procura è doloroso oltre che imbarazzante. Parlare di ‘omissioni gravi e ripetute’ e di ‘prestazioni del medico non corrispondenti agli standard della buona pratica professionale’, e nel contempo chiedere l’archiviazione del caso è contraddittorio e deludente. Diventa difficile riporre fiducia nelle istituzioni a fronte di tali decisioni".

Anche il difensore civico dell'associazione Antigone, l'avvocato Simona Filippi, che segue il caso dall'inizio, evidenzia le "contraddizioni ancora non chiarite rispetto alla morte del giovane". "Come si può dare atto delle molteplici e gravi omissioni del medico del carcere - si chiede - e sostenere che comunque l'avanzamento dell'infezione polmonare sarebbe stato così aggressivo da non poter essere curato? Non sarebbe necessario sentire in modo attento e scrupoloso i compagni di cella e chiedere loro come stava il giovane già nei giorni precedenti al decesso? Non sarebbe opportuno sentire uno specialista infettivologo che riferisca sulle modalità di diagnosi e i tempi di intervento per curare una infezione polmonare batterica?"

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