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Venerdì a San Stino i funerali di Vittorio Ridolfo: "Morto in circostanze sospette"

Mercoledì è arrivato il nulla osta per la sepoltura. L'autorità giudiziaria ha aperto un fascicolo, indagato due medici e disposto l'autopsia. I familiari chiedono di fare chiarezza

Saranno celebrati venerdì 10 marzo alle 15, nella chiesa de La Salute di Livenza, frazione di San Stino, i funerali di Vittorio Ridolfo, l'ottantenne morto il 25 febbraio per sospetta setticemia all'ospedale di Portogruaro. Sul decesso dell'anziano i familiari intendono far luce perché - secondo quanto comunica Studio 3A, a cui la famiglia si è rivolta - "inizialmente all'80enne era stata diagnosticata erroneamente un'infezione urinaria all'ospedale di San Donà".

È quindi stato presentato un esposto alla stazione dei carabinieri di San Stino chiedendo alla Procura di Pordenone di disporre gli accertamenti per verificare eventuali responsabilità in capo ai medici e alle strutture ospedaliere che hanno seguito il caso. "Il pubblico ministero - scrive Studio 3A - ha aperto un procedimento per omicidio colposo, iscrivendo nel registro degli indagati un medico del pronto soccorso di San Donà e uno al pronto di Portogruaro". Inoltre "ha disposto l'autopsia sulla salma. La perizia che il medico legale depositerà sarà fondamentale per i provvedimenti che il Pm riterrà di assumere". Per ora, dall'autorità giudiziaria è arrivato il nulla osta per i funerali, che si sono così potuti fissare.

I fatti: "Il 24 febbraio - racconta Studio 3A - l'anziano è tornato a casa con dolori addominali, crampi e nausea. Il figlio l'ha accompagnato dal medico di famiglia, che gli ha praticato un'iniezione per placare i sintomi lamentati, e poi, persistendo i dolori, al pronto soccorso di San Donà, dov'è stata somministrata al paziente una flebo di Buscopan e gli è stato applicato un catetere per un'infezione urinaria. È stato rimandato a casa, ma la situazione non è migliorata. Il giorno dopo i familiari di Ridolfo l'hanno riportato al pronto soccorso, stavolta a Portogruaro: giunto in Urologia, il medico di turno, dopo averlo visitato, ha rimandato l'ottantenne al pronto soccorso per ulteriori esami. Accertamenti che hanno portato alla luce una situazione grave, riconducibile ad una probabile setticemia in corso. Ma non c'è stato neanche il tempo di sottoporre a una Tac per contrasto il paziente, che è deceduto prima dell'esame".

Un tragico e improvviso epilogo che ha sconvolto i congiunti della vittima e tutta la comunità de La Salute, dove Vittorio Ridolfo era conosciuto e ben voluto da tutti, anche per il suo impegno nella locale società di calcio, di cui curava gli impianti sportivi, e per la sua attività di volontariato come giardiniere all'orto didattico delle scuole elementari. E saranno in tanti, venerdì pomeriggio, a dare l'ultimo saluto all'ottantenne, che era vedovo, e a stringersi attorno ai suoi familiari: il figlio Renis, la nuora Laura e i due amati nipoti. Vittorio Ridolfo riposerà nel cimitero de La Salute. 

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