"Geloso e violento", Ascione dopo l'omicidio ha telefonato a un collega di Mariarca

Giovedì l'autopsia sul corpo della 38enne uccisa a Musile di Piave dall'ex marito. Le sorelle della vittima: "Sabato lei ha trascorso la serata fuori, poi è stata aggredita dal suo ex"

Una telefonata che potrebbe rispondere a molti punti di domanda che ancora insistono sull'omicidio. Una telefonata che è partita dal cellulare di Antonio Ascione dopo aver colpito a morte l'ex moglie in un appartamento di Musile di Piave domenica scorsa e sul cui contenuto ora sta indagando la procura. Perché se è vero che il litigio che poi ha portato all'uccisione di Maria Archetta Mennella, 38enne madre di 2 figli, era dovuto alla gelosia dell'ex marito e ad alcuni messaggi che denotavano la volontà della donna di rifarsi una vita, è altrettanto vero che la telefonata di Ascione potrebbe essere collegata al motivo della rabbia dell'omicida nei confronti della donna. Sul punto saranno determinanti le analisi sul cellulare dell'arrestato disposte dal pubblico ministero, Raffaele Incardona, e la testimonianza dell'uomo contattato da Ascione. Si tratta di un lavoratore dell'outlet di Noventa di Piave, al pari di Maria Archetta Mennella. Più giovane di lei. Forse dipendente dello stesso negozio della donna e con un grado gerarchico superiore. Per Antonio Ascione una minaccia credibile. Un ostacolo che potenzialmente poteva frapporsi alla riconquista della sua ex moglie. 

LA FAMIGLIA MENNELLA CHIEDE VERITA' - A chiedere chiarezza sono anche le sorelle della vittima, in Veneto per seguire le pratiche e le indagini: "Non sappiamo bene cosa sia accaduto, ma le liti tra di loro erano molto frequenti e l'ex marito le ha messo tante volte le mani addosso – dichiara Assunta Mennella, una delle sorelle - Era violento, possessivo e oppressivo ed è questa una delle ragioni per le quali lei si era allontanata. Aveva dovuto mettere il blocco su whatsapp perché le spiava continuamente i messaggi. Sabato mia sorella aveva passato la serata a Jesolo con degli amici e quand'è rientrata Ascione l'ha aggredita, a quanto sembra per un suo collega di lavoro, a cui avrebbe anche telefonato subito dopo averla accoltellata”. La telefonata effettivamente c'è stata e sul suo tenore ci sono accertamenti in corso.

LA SORELLA ASSUNTA - La famiglia Mennella intende chiarire altri punti controversi della vicenda. A cominiare da quella Citroen C3 Picasso passata come un regalo dell'assassino all'ex moglie per riconquistarla: “In realtà la macchina l'ha acquistata Maria, c'è un finanziamento in corso - spiegano in una nota di Studio 3A - lui le aveva dato solo 1.200 euro. Purtroppo, mia sorella ha commesso l'errore di ospitare a casa il suo aguzzino - continua Assunta - erano separati e non aveva più alcuna intenzione di riallacciare quella relazione, ma l'ha accolto, recentemente, solo per riavvicinare ai figli il padre, a cui erano legati. Un atto di amore e generosità che ha pagato con la vita”.

LA SORELLA ANNA - "Non è vero che lui trattava bene mia sorella - dichiara Anna Mennella, sorella della vittima - se l'avesse trattata con i guanti non ci troveremmo in questa situazione. Mia sorella era impaurita, altro che. All'inizio il loro matrimonio era tutto rose e fiori, come per tutte le coppie. Poi lei ha capito che tipo di persona aveva al suo fianco. Era lui che si appoggiava economicamente a lei, non il contrario - conclude Anna Mennella - Ha detto tante falsità. E ci ha tolto per sempre nostra sorella. Lui è sempre stato un fallito. Ciò era ingigantito dal fatto che mia sorella stava lavorando e sapeva provvedere a se stessa".

GIOVEDI L'AUTOPSIA - Da martedì le sorelle della vittima si sono affidate a Studio 3A, società nella valutazione delle responsabilità, a tutela dei diritti dei cittadini, che metterà a disposizione i propri tecnici di fiducia all'avvocato Alberto Berardi, legale incaricato dai Mennella. Per l'autopsia di giovedì è stata nominata come consulente di parte il medico legale Elisa Vermiglio dello studio Sergolini di Padova. 

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GIOVEDI ANCHE UN ROSARIO A MUSILE - Giovedì, alle 19.15, nella chiesa di Musile di Piave sarà recitato un rosario in ricordo di "Mariarca", come la chiamavano gli amici: un modo per dare la possibilità a chi le voleva bene di vivere qualche momento di raccoglimento in ricordo della 38enne, anche perché i funerali saranno celebrati nella sua città di origine, Torre del Greco. L'intento è di lanciare l'ennesimo segnale forte contro la violenza sulle donne e i femminicidi e per raccogliere fondi per i due figli della vittima, rimasti orfani. La cerimonia, che si concluderà con il lancio di palloncini e di lanterne per mandare “una luce in cielo per Mariarca”, anticipa la fiaccolata in programma sempre a Musile di Piave per il 3 di agosto contro la violenza sulle donne. 

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