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Gasolio in canale, sempre più probabile l'ipotesi furto. Proseguono gli accertamenti

Indagini dei carabinieri dopo il grosso sversamento avvenuto venerdì in territorio di Mira. All'origine del problema il danneggiamento di una tubatura che non doveva esserci

Un disastro ecologico sfiorato. Tutto probabilmente a causa di un tubo secondario piazzato dove non doveva essere. Per questo gli accertamenti dopo lo sversamento di gasolio avvenuto venerdì a Mira si concentrano sull'ipotesi del furto: una banda di ladri potrebbe avere intercettato la tubatura all'altezza del ponte sull'idrovia, creando un bypass per deviare il flusso e rubare il prezioso liquido facendolo confluire in una cisterna. Dopodiché sarebbe stato possibile arrivare al parcheggio con i camion e fare il pieno a sbafo.

Per ora si tratta di un'ipotesi sui cui sono in corso le verifiche dei carabinieri, al lavoro con strumentazione tecnica e l'ausilio della società che gestisce l'oleodotto, un grosso impianto che giunge fino a Mantova. Pare che il tubo secondario si trovasse là già da tempo, ma saranno le indagini a stabilire con sicurezza per quanto a lungo. A mandare all'aria i piani dei ladri è stato il decespugliatore di un giardiniere, che ha rotto fortuitamente la tubatura abusiva.

L'intervento dei vigili del fuoco, protrattrosi per tutta la giornata di venerdì, era iniziato già la sera prima, poco dopo le 21. Sul posto gli specialisti Nbcr (il nucleo ambientale), i sommozzatori e pure l'elicottero. A danneggiarsi è stato un tubo che si collega al condotto principale che corre sotto al cavalcavia in Romea, non distante dal ristorante Poppi. La condotta principale, di ingenti dimensioni, parte dalla raffineria di Porto Marghera e si estende a sud fino a fuori provincia.

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